L’accordo tra Volkswagen e Rivian, avviato nel 2024 e sostenuto da un investimento complessivo di circa cinque miliardi di euro, sta assumendo un ruolo più ampio di quanto previsto inizialmente. La joint venture RV Tech è nata per sviluppare un’architettura software destinata ai futuri veicoli elettrici dei due gruppi. I vertici però hanno ora confermato che la stessa tecnologia potrebbe trovare spazio anche su modelli ibridi o con motore a combustione interna.
La piattaforma digitale, definita “zonal architecture”, punta a semplificare la gestione dei sistemi elettronici e a rendere più rapidi gli aggiornamenti OTA. Volkswagen mira così a colmare le lacune accumulate dalla divisione software Cariad, mentre Rivian ottiene risorse essenziali per velocizzare lo sviluppo delle sue nuove linee R2 e R3. I primi test sul campo inizieranno entro fine anno, coinvolgendo una Volkswagen ID.Every1, un modello Audi e un veicolo Scout. Proprio la ID.Every1 sarà il primo modello del gruppo a debuttare con la tecnologia RV Tech, con lancio previsto nel 2027. L’obiettivo? Integrare man mano la piattaforma su molti modelli costruiti sulla futura base tecnica SSP, destinata a diventare il riferimento per le future generazioni di veicoli.
Volkswagen guarda al software come una strategica per la nuova competizione mondiale
La piattaforma SSP, inizialmente pensata solo per l’elettrico, diventerà più flessibile per rispondere a un mercato in evoluzione. I dirigenti Volkswagen hanno confermato che potrà ospitare anche configurazioni ibride o con range extender, rendendo la struttura un punto di partenza per ogni tipologia di motorizzazione. Carsten Helbing, co-CEO di RV Tech, ha spiegato che la base software sviluppata con Rivian è progettata per adattarsi a diverse architetture, garantendo una gestione uniforme dei sistemi digitali.
Volkswagen vede nella collaborazione con Rivian un modo rapido per recuperare terreno rispetto ai costruttori più avanzati, come Tesla, e per rispondere alla pressione dei produttori cinesi low cost. Rivian, pur non avendo intenzione di produrre modelli endotermici, amplia invece il proprio ruolo diventando un fornitore tecnologico per altri marchi. La possibilità che il software sviluppato con Volkswagen arrivi anche su veicoli a combustione rappresenta una conseguenza diretta della flessibilità richiesta dal mercato, soprattutto in un momento in cui l’elettrico cresce ma non con la rapidità attesa. L’accordo rappresenta quindi una strategia di adattamento, capace di supportare la transizione del settore senza escludere nessuna motorizzazione.
