L’albo dedicato agli influencer prende forma con regole mirate e una platea ben definita. L’obbligo di iscrizione riguarda solo i creator considerati rilevanti, secondo i parametri fissati da AGCOM. Le soglie sono due: almeno 500.000 follower su una singola piattaforma, calcolati al trentesimo giorno precedente la richiesta di iscrizione, oppure una media mensile di 1 milione di visualizzazioni nei sei mesi antecedenti. Le stime dell’Autorità indicano circa 2.000 profili italiani in linea con questi numeri.
L’iscrizione non coinvolge chi pubblica contenuti per hobby o non presenta un seguito consistente. Dai chiarimenti emersi nelle scorse settimane, un creator potrebbe risultare escluso dagli obblighi anche superando le soglie, se non genera alcun reddito e non svolge attività commerciale continuativa. L’Autorità ha riconosciuto la possibilità di questa interpretazione, pur specificando che il documento ufficiale si basa esclusivamente sugli indicatori numerici e non sui guadagni.
Comunicazioni commerciali e obblighi previsti
Rientrano nell’albo le figure che realizzano comunicazioni promozionali riconoscibili, comprese collaborazioni saltuarie. Celebrità, sportivi, personaggi dello spettacolo e creator professionali dovranno quindi adeguarsi anche in assenza di partnership continuative. Rimane irrisolto un nodo interpretativo relativo alle sponsorizzazioni molto sporadiche: non viene chiarito se una singola attività commerciale imponga l’iscrizione permanente o limitata al periodo della collaborazione.
Una sola eccezione è prevista per l’autopromozione. Non è necessario indicare la natura pubblicitaria quando un influencer promuove opere personali, come libri, dischi o brand propri. Per ogni altra forma di comunicazione commerciale serve trasparenza completa, senza deroghe.
Le regole del codice di condotta approvato da AGCOM si affiancano ai principi della Digital Chart dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria. Ogni contenuto promozionale deve essere immediatamente riconoscibile: l’uso di hashtag come #adv, #pubblicità o #sponsorizzato è obbligatorio, così come indicatori visivi che rendano chiaro il carattere commerciale del messaggio. Le norme si applicano anche a collaborazioni non retribuite o a prodotti ricevuti gratuitamente.
I contenuti realizzati o modificati tramite intelligenza artificiale devono riportare un’indicazione esplicita, come la dicitura “foto modificata”, in modo da permettere al pubblico di identificare l’intervento tecnologico. Tra gli obblighi rientra il divieto di diffondere fake news o informazioni fuorvianti e la massima attenzione alla tutela dei minori. I creator devono evitare contenuti potenzialmente dannosi, usare gli strumenti delle piattaforme per limitarne la visione e rispettare le norme su dignità umana, discriminazione, violenza e hate speech.
Le sanzioni restano quelle previste in precedenza: fino a 250.000 euro per violazioni sulla trasparenza pubblicitaria e fino a 600.000 euro per infrazioni che coinvolgono la tutela dei minori. Le segnalazioni possono arrivare anche dagli utenti. Nei casi più gravi AGCOM può ordinare la rimozione dei contenuti o intervenire con la sospensione o l’esclusione dall’albo.
