Da anni si discute se l’uso prolungato dello smartphone possa avere effetti sulla salute, in particolare sul rischio di cancro. Stando a quanto riferito attualmente dalla comunità scientifica, non ci sono prove a sufficienza che possano attestare che le onde elettromagnetiche rilasciate proprio dagli smartphone siano la causa di tumori. Arrivano ulteriori conferma anche dall’AIRC così come dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. Quest’ultima infatti ha classificato i campi elettromagnetici all’interno della categoria “possibilmente cancerogeni per l’uomo”.
Per chi non lo sapesse un telefono cellulare opera su frequenze che si trovano tra microonde e onde radio, che vengono definite non ionizzanti. Ciò significa che non hanno energia in quantità per alterare la materia o andare a danneggiare il DNA. Ciò che può verificarsi è un esiguo riscaldamento dei tessuti, ma a livelli talmente bassi da non produrre effetti misurabili. Almeno per ora dunque, secondo gli studi condotti, non sembrano esserci relazioni dirette tra l’utilizzo degli smartphone e la comparsa di tumori. Gli esperti comunque si riservano del tempo per approfondire la situazione sul lungo termine.
Un caso noto, quello del Tribunale di Ivrea del 2017, ha stabilito un legame tra l’uso del cellulare e una patologia tumorale in un dipendente Telecom. Tuttavia, come chiarisce l’AIRC, una sentenza non rappresenta una prova scientifica, ma un singolo episodio valutato in sede giuridica.
Il principio di precauzione e i comportamenti utili
In assenza di certezze assolute, la strategia più sensata è quella del principio di precauzione, che suggerisce di limitare l’esposizione alle onde elettromagnetiche senza rinunciare alla tecnologia. Alcune semplici accortezze possono ridurre l’intensità del campo elettromagnetico:
usare vivavoce o auricolari a filo durante le chiamate;
utilizzare auricolari Bluetooth, che emettono segnali fino a cento volte inferiori rispetto al telefono;
evitare di tenere lo smartphone in tasca, soprattutto quando cerca rete;
posizionarlo sul comodino di notte, mantenendo una certa distanza dal corpo.
Queste pratiche non derivano da allarmismi, ma da un approccio razionale basato sulla fisica: l’intensità del campo elettromagnetico diminuisce rapidamente con la distanza. Un modo semplice per restare prudenti, senza rinunciare all’uso quotidiano del proprio dispositivo.
