La trasformazione promessa dalle nuove linee guida Agcom per gli influencer sembra già venir meno prima ancora di entrare davvero in vigore. A sottolinearlo è il Codacons, che ha criticato duramente l’approccio adottato dall’Autorità garante per le comunicazioni. Secondo l’associazione, le misure previste risultano troppo deboli, inadeguate e formulate più per apparire che per incidere realmente sul settore.
Nel mirino ci sono soprattutto le soglie ritenute troppo alte per garantire l’obbligo di trasparenza e le mancate sanzioni più ferree per chi sgarra. Il rischio, secondo il Codacons, è che la regolamentazione finisca per tutelare gli stessi influencer invece dei consumatori, lasciando spazio a pubblicità occulta, promozioni poco trasparenti e contenuti sponsorizzati che sfuggono a ogni controllo.
Chi controlla davvero i contenuti digitali degli influencer (e non solo)
Secondo il nuovo regolamento Agcom, solo i creator con oltre 1 milione di follower (o 1 milione di euro di fatturato) sono tenuti a rispettare determinati obblighi di trasparenza. Ma il Codacons solleva una domanda chiave: e tutti gli altri? La maggior parte degli influencer italiani opera infatti sotto questa soglia, ma ha comunque una capacità d’influenza notevole, spesso superiore a quella esercitata dei media tradizionali su alcune fasce d’età. Le preoccupazioni riguardano anche l’assenza di strumenti concreti per monitorare i contenuti e per sanzionare chi viola le regole. Il risultato è una normativa che rischia di essere disattesa o ignorata, senza reali conseguenze.
Secondo il Codacons, un sistema realmente efficace dovrebbe prevedere controlli a campione, obblighi di segnalazione chiari anche per chi ha community più piccole ma molto attive, e una vigilanza strutturata – magari anche tramite algoritmi o segnalazioni pubbliche. Il mercato degli influencer vale oggi miliardi, ma continua a muoversi in una zona grigia, dove il confine tra contenuto editoriale e promozione commerciale è sempre più sottile. In questo contesto, regolamentare in modo serio e trasparente è fondamentale per proteggere i consumatori – soprattutto i più giovani – da contenuti ingannevoli o manipolativi.
Il Codacons chiede un intervento più coraggioso e meno “soft”, con l’introduzione di indicatori obbligatori nei post sponsorizzati, obblighi formativi per chi lavora nel settore e uno stato di vigilanza costante. Per ora, il regolamento Agcom rappresenta un primo passo, ma secondo molti è ancora lontano dal colmare le lacune di un sistema dove la comunicazione è veloce, virale e troppo spesso priva di controlli.
