A San Francisco, una nuova startup scuote il mondo della bioetica e della scienza. Si chiama Preventive, e il suo obiettivo dichiarato è quello di prevenire malattie ereditarie attraverso l’editing genetico sugli embrioni. Quindi veri bambini OGM. Un progetto ambizioso, ma anche estremamente controverso, che sta attirando l’attenzione dei media internazionali dopo un’inchiesta del Wall Street Journal. Secondo il quotidiano americano, dietro questa impresa ci sarebbero alcuni dei nomi più influenti della tecnologia globale, tra cui Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, e Brian Armstrong, CEO di Coinbase. L’azienda, nata nella primavera del 2025, avrebbe già raccolto oltre 30 milioni di dollari di finanziamenti e opererebbe da mesi in segreto, nascosta in un ufficio condiviso di San Francisco per evitare fughe di notizie.
Guidata dallo scienziato Lucas Harrington, esperto nelle tecniche CRISPR, la rivoluzionaria tecnologia di taglio e modifica del DNA, Preventive si presenta come una public benefit corporation, cioè una società che unisce scopo di lucro e finalità sociali. L’idea è semplice quanto dirompente: correggere difetti genetici prima della nascita, eliminando le cause di alcune malattie ereditarie. Tuttavia, negli Stati Uniti questa pratica è attualmente vietata. L’azienda starebbe quindi valutando di spostare la sede in paesi con leggi più permissive, in attesa di un eventuale cambio normativo a Washington.
Chi c’è dietro ai bambini OGM e cosa c’è in gioco
Dietro il progetto, oltre ai fondatori, si muove un gruppo di investitori che rappresentano l’élite tecnologica americana. Tra loro, oltre ad Altman e Armstrong, spicca Peter Thiel, cofondatore di PayPal e primo finanziatore di Facebook, da tempo sostenitore di una visione radicale dell’innovazione scientifica. Le loro ambizioni non si fermano alla medicina: le tecniche di screening poligenico, su cui Preventive e altre startup stanno lavorando, permettono già oggi di analizzare gli embrioni per prevedere caratteristiche fisiche o cognitive. In teoria, genitori e medici potrebbero selezionare embrioni con maggiore probabilità di resistere a malattie, ma anche con tratti preferiti come altezza, colore degli occhi o capacità intellettive più elevate.
Questo scenario solleva domande etiche profonde e timori di una nuova forma di eugenetica. Il precedente dello scienziato cinese He Jiankui, che nel 2018 creò i primi bambini geneticamente modificati, resta un monito. Nonostante le promesse di sicurezza e trasparenza, la frontiera della genetica riproduttiva sembra ormai aperta. Preventive, con il sostegno dei colossi della tecnologia, potrebbe essere solo il primo passo verso un futuro dove il confine tra cura e creazione rischia di dissolversi.
