La propulsione aerospaziale cinese potrebbe compiere un passo significativo verso la prossima generazione di velivoli supersonici e ipersonici. Ciò grazie ad un innovativo motore a reazione sviluppato dall’Istituto di Termofisica dell’Ingegneria. A differenza dei propulsori tradizionali, tale sistema è progettato per adattare dinamicamente il proprio ciclo interno in funzione della velocità e delle condizioni di volo. Offrendo una flessibilità senza precedenti. Il centro dell’innovazione è l’Adaptive Cycle Engine (ACE), un motore capace di modulare i flussi d’aria attraverso un complesso intreccio di condotti e valvole. Ottimizzando la spinta e l’efficienza a seconda delle diverse fasi di volo. Durante la crociera subsonica, ad esempio, il sistema può sfruttare canali di bypass aggiuntivi per ridurre il consumo di carburante e il rumore. Mentre in modalità supersonica concentra l’aria nel nucleo del motore per massimizzare la spinta. In tal modo, il propulsore combina i punti di forza dei turbofan, efficienti a basse velocità, con quelli dei turbojet, necessari per le alte velocità.
Nuovo motore Mach 4: ecco i dettagli
Secondo quanto riportato dai ricercatori, il motore garantirebbe un incremento della spinta compreso tra il 27 e il 47% rispetto ai modelli occidentali simili. Con un consumo di carburante fino a un terzo inferiore. Un ulteriore vantaggio è rappresentato dall’introduzione di una terza corrente d’aria, più fredda, destinata a migliorare la gestione termica e ridurre la firma infrarossa del velivolo. Con evidenti benefici anche in termini di furtività.
Il motore prevede, inoltre, la possibilità di bruciare carburante nel flusso di bypass. Aumentando ulteriormente la spinta alle velocità elevate. Tale approccio ricorda il concetto di propulsione combinata turbojet–ramjet, ritenuto essenziale per i futuri aerei ipersonici. Il design include anche sistemi di inter-stage mixing, che permettono di miscelare flussi a differenti pressioni e temperature, migliorando il raffreddamento delle superfici e l’efficienza complessiva del motore.
Nonostante le prospettive promettenti, gli esperti invitano alla cautela. La presentazione è avvenuta in ambito accademico e non esistono ancora dati di test in volo real. Le prestazioni dichiarate, come la capacità di raggiungere Mach 4, potrebbero derivare da simulazioni in galleria del vento piuttosto che da verifiche pratiche. Eppure, i principi termodinamici su cui si basa l’ACE sono coerenti con le tendenze internazionali nella ricerca sui motori a ciclo adattivo, sviluppati anche negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone.
Se le stime dovessero essere confermate, il nuovo motore rappresenterebbe non solo un progresso tecnico, ma anche un segnale della crescente competitività della Cina nel settore aeronautico. L’ACE potrebbe dunque segnare l’inizio di un’era in cui la propulsione supersonica diventa più sostenibile e strategicamente rilevante su scala globale.
