Uno dei grandi obiettivi energetici della nostra epoca, ovviamente è rappresentato dalle fonti sostenibili di energia elettrica, gli scienziati di tutto il pianeta infatti si stanno impegnando nella ricerca e lo sviluppo di fonti sempre più efficienti e in grado di sostituire in modo efficace le fonti fossili che ovviamente inquinano l’ambiente provocando alterazioni climatiche anche importanti.
Dall’Università del nuovo Galles del sud arriva un interessante scoperta che potrebbe rivoluzionare l’ambito legato ai pannelli solari, il fotovoltaico infatti rappresenta una tecnologia molto utilizzata da questo punto di vista che però purtroppo soffre di alcuni limiti tecnologici decisamente non da poco, gli attuali pannelli fotovoltaici infatti offrono un’efficienza di conversione energetica pari all’incirca al 27%, i ricercatori dell’Università australiana sono riusciti ad aumentare questo valore raddoppiandolo e arrivando infatti all’incredibile valore del 45%.
La ricerca
Lo studio coinvolto si basa su una dinamica particellare che riguarda i fotoni, questi ultimi infatti quando colpiscono la superficie del pannello possono dividersi in due elettroni e nella maggior parte dei pannelli attuali solo uno viene utilizzato per produrre energia elettrica mentre l’altro viene dissipato sottoforma di calore, i ricercatori hanno sviluppato un particolare materiale che distribuito come un sottile layer Sul pannello fotovoltaico consente di sfruttare entrambi gli elettroni e di conseguenza come potete intuire da soli di raddoppiare l’efficienza, tutto ciò è stato reso possibile grazie allo sviluppo di un materiale decisamente più stabile rispetto agli altri presenti, stiamo parlando del DPND (dipirrolonafthiridinedione), il quale risulta molto stabile a temperatura ambiente e consente di sfruttare il fenomeno della divisione del fotone definito come Singlet e di conseguenza di ottenere molto più energia.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista ACS Energy Letters, e si pone come obiettivo quello di diventare un vero e proprio prodotto industriale commerciabile, tra l’altro non sarà necessario ricostruire da zero i pannelli esistenti dal momento che questa tecnologia può essere applicata a quelli già circolanti in commercio e installati, si tratta di un certo senso di un vero e proprio potenziamento che la ricerca ha stabilito dovrebbe consentire un aumento iniziale fino al 30% di efficienza per poi salire.
