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L’obiettivo? Creare un settore di auto più economiche rispetto alle attuali citycar elettriche, mantenendo al tempo stesso standard minimi di sicurezza e qualità produttiva. L’ECar, nelle intenzioni di Bruxelles, rappresenterà una via di mezzo tra le microcar e le vetture tradizionali, così da alleggerire i costi di produzione oggi imposti da normative molto rigide.
Prezzo, obiettivi e produttori interessati alla ECar europea
La nuova categoria si ispira direttamente alle kei car giapponesi, piccole auto di circa 3,4 metri che da anni dominano il mercato per praticità e convenienza. In Europa, il concetto verrà adattato alle esigenze locali, puntando su un design urbano, bassi consumi energetici e un prezzo competitivo. Il nuovo quadro regolatorio, che verrà definito a dicembre, dovrebbe consentire alle case automobilistiche di ridurre drasticamente i costi di sviluppo grazie a requisiti semplificati su peso, potenza e dotazioni di sicurezza.
Il piano della Commissione è ambizioso ma concreto. Essa si propone di introdurre auto elettriche tra 15.000 e 20.000€, una fascia di prezzo oggi praticamente assente sul mercato. Si tratta quindi di un’iniziativa che potrebbe cambiare gli equilibri dell’intero settore automobilistico.
Molti costruttori europei, tra cui Renault, Stellantis e Volkswagen, hanno già espresso il proprio sostegno all’iniziativa. Luca de Meo, CEO di Renault e presidente dell’ACEA, è stato uno dei primi a chiedere una categoria di veicoli elettrici economici. Invece, John Elkann, presidente di Stellantis, ha ribadito la necessità di una normativa europea simile a quella giapponese per ridurre i costi e mantenere la competitività.
Insomma, se tutto procederà secondo i piani, le prime E-Car europee potrebbero debuttare entro il 2027, aprendo la strada a una nuova generazione di mobilità sostenibile e democratica.









