Satya Nadella, CEO di Microsoft, ha recentemente rivelato una criticità inaspettata. E il settore riguarda la corsa all’AI. Non è più la scarsità di chip a frenare lo sviluppo. Ma l’insufficiente disponibilità di energia elettrica per farli funzionare. Secondo Nadella, l’azienda possiede GPU in magazzino che non possono essere collegate. Il riferimento ai cosiddetti “warm shells” indica edifici pronti con alimentazione, raffreddamento e rete già predisposti. Ma senza la potenza necessaria per l’uso dei sistemi. Questo problema non riguarda solo Microsoft. Ma si estende all’intero settore tecnologico mondiale. Rallentando anche la costruzione di nuovi data center.
Il futuro dell’energia per l’AI secondo Nadella
La crescente domanda di energia da parte dei modelli di AI sta spingendo Paesi e aziende a ripensare le proprie strategie energetiche. Negli Stati Uniti, i data center in Virginia assorbono ormai oltre il 25% della produzione elettrica locale. Mentre in Irlanda consumano circa un quinto dell’energia nazionale. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia e il MIT, entro il 2028 oltre metà dell’elettricità dei data center sarà destinata all’AI. L’addestramento di GPT-4, per esempio, ha richiesto circa 22 megawatt. Che sono equivalenti a 150 stazioni di ricarica rapida per auto elettriche. Alcune aziende studiano soluzioni alternative come piccoli reattori nucleari modulari. Oppure sistemi rinnovabili con accumulo. Ma servono anni e investimenti miliardari. Nel frattempo, OpenAI ha chiesto agli Stati Uniti di incrementare di 100 gigawatt la capacità energetica annua. Considerandola cruciale per la leadership tecnologica nazionale.
Sam Altman, CEO di OpenAI, ha ipotizzato un cambiamento radicale nella gestione dell’intelligenza artificiale. In futuro, dispositivi personali potrebbero eseguire modelli avanzati come GPT-6 con consumi ridotti. Una simile innovazione diminuirebbe la dipendenza dai colossali data center attuali. Alleggerendo la pressione sul sistema elettrico globale. Secondo Nadella, il vero limite non sarà più la disponibilità di chip. Ma la capacità di alimentare le infrastrutture in maniera continua ed efficiente. La crescita esplosiva dell’AI impone quindi una revisione strategica della produzione energetica. Combinando fonti tradizionali, rinnovabili e nuove tecnologie nucleari. Il settore tecnologico si trova davanti a un paradosso. Avere hardware avanzato non serve se manca la corrente necessaria per farlo funzionare.
