Dalle ultime anticipazioni emerge il progetto di un MacBook “entry”, pensato per scendere ben al di sotto della soglia dei 1.000 dollari. Le informazioni arrivano da Bloomberg, tramite il giornalista Mark Gurman, che descrive un laptop con processore della serie A normalmente destinata a iPhone e iPad. L’idea è posizionarlo intorno ai 600 dollari, fascia che corrisponde più o meno al costo di un iPad base abbinato a tastiera. Il display sarebbe un pannello LCD di livello più accessibile e con diagonale leggermente inferiore ai 13,6 pollici dell’Air attuale. Il modello inaugurerebbe una linea separata rispetto a Air e Pro, con un design rinnovato e palette di colori più vivaci per intercettare pubblico giovane, studenti e utilizzi aziendali basilari.
Perché il chip A18 Pro cambia le regole del gioco
Sul fronte tecnico, l’analista Ming-Chi Kuo converge con i rumor: il cuore del portatile sarebbe l’A18 Pro, lo stesso dei più recenti iPhone top. In ambiente macOS, il salto generazionale dei chip A permetterebbe prestazioni superiori a quelle del primo Apple Silicon M1, aprendo un varco interessante per un notebook di costo contenuto ma capace su attività quotidiane, produttività leggera e fruizione multimediale. L’adozione di un SoC mobile aiuterebbe anche su consumi, rumorosità e dissipazione, mantenendo fluida l’esperienza d’uso senza ricorrere a configurazioni costose.
Strategia e tempistiche: come si incastra nella gamma
L’arrivo di questo MacBook “pop” si inserirebbe in un percorso più ampio: secondo Gurman, Apple avrebbe già finalizzato l’aggiornamento dei MacBook Air con chip M5, previsto per l’inizio del prossimo anno, mentre sarebbero in lavorazione i MacBook Pro con M5 Pro e M5 Max. Il nuovo portatile con chip di iPhone andrebbe quindi a coprire il gradino più basso della gamma, lasciando ad Air e Pro il presidio delle fasce media e alta. Sulla costruzione, l’impostazione sarebbe “nuova di zecca”: si parla di estetica rinfrescata e materiali potenzialmente meno costosi; l’ipotesi di una scocca non in alluminio resta un’idea in circolazione, non una certezza. L’obiettivo complessivo è chiaro: ampliare l’ecosistema Apple con un notebook d’ingresso, riducendo la barriera di prezzo senza snaturare coerenza software e integrazione dei servizi.
