I motori PureTech, dopo aver riscontrato problemi tecnici in passato, sono anche la causa degli attuali problemi nella rivendita delle auto che ne fanno uso. I motori colpiti sono principalmente quelli con la cinghia a bagno d’olio. Stellantis ancora adesso sta fronteggiando richiami e rischi di class action per quanto successo in precedenza con questa tipologia specifica di cinghia. Sono numerosi i modelli in strada che montano le vecchie unità e rivenderli sta portando alla luce un problema che sembrava ormai scomparso.
Per cercare di ammortizzare il problema delle cinghie, Stellantis ha esteso la garanzia sui vecchi PureTech a patto, però, di soddisfare alcune condizioni. Innanzitutto, le auto coinvolte devono essere in regola con il piano di manutenzione previsto dalla casa automobilistica. Per chi acquista un modello con questi motori adesso, il problema è più la rivendita che la parte tecnica ormai abbastanza contenuta. Molti automobilisti non si fidano di vetture usate e dotate delle vecchie generazioni di questi propulsori.
Motori PureTech: i problemi per Stellantis non sono ancora finiti
Ad occuparsi di dar voce ai problemi emersi è stata soprattutto la stampa francese. Per coloro che hanno avuto problemi con le auto dotate di motori PureTech, siano essi officine indipendenti o concessionari, la rivendita resta un problema cruciale. Diverse testimonianze sono state riportate dalla stampa. C’è chi si è visto rifiutare il ritiro della propria vettura, oppure proporre un prezzo molto più basso di quello di mercato. Altri hanno dovuto letteralmente svendere la propria auto, rimettendoci altri soldi – oltre a quelli già spesi per le riparazioni prima che Stellantis se ne facesse carico.
Nonostante l’intervento di Stellantis e l’estensione della garanzia, la fiducia del mercato nei confronti dei PureTech sembra compromessa. . Oggi vengono ritirati solamente i modelli in cui il cambio della cinghia è stato certificato da Stellantis in quanto possono contare almeno sull’estensione della garanzia.
