Le ultime indiscrezioni indicano che Samsung starebbe pianificando l’evento Unpacked che vedrà l’arrivo della gamma Galaxy S26 per il 25 febbraio a San Francisco. L’ipotesi, riportata dal quotidiano sudcoreano Money Today, sposterebbe di qualche settimana la presentazione rispetto all’attuale generazione e riporterebbe il brand su una tempistica che non si vedeva dal 2018, quando Galaxy S9 e S9 Plus furono annunciati proprio il 25 febbraio. Per memoria recente, Galaxy S25, S25+ e S25 Ultra hanno debuttato a gennaio, mentre a maggio è arrivata la variante Edge, la più sottile della gamma.
Linea prodotti: niente rinomi, struttura a tre modelli
Secondo la testata, il rinvio sarebbe collegato a un “riassetto della linea di prodotti”. In fase di valutazione, Samsung avrebbe preso in considerazione l’idea di ribattezzare il modello base in S26 Pro e di aggiungere il suffisso Edge al Plus. Questi scenari sarebbero stati messi da parte: la famiglia dovrebbe mantenere la classica triade Galaxy S26, Galaxy S26+ e Galaxy S26 Ultra. La variante Edge non dovrebbe comparire sul palco di febbraio; come accaduto quest’anno, potrebbe arrivare più avanti, a distanza di mesi, con un posizionamento dedicato al design sottile.
Exynos 2600 a 2 nm e focus su fotocamere e AI
Sul fronte hardware, le voci convergono su un cambio di passo: l’intera serie S26, Ultra compreso, dovrebbe adottare l’Exynos 2600, progettato con processo produttivo a 2 nanometri. I primi riscontri interni risultano incoraggianti, ma l’effettiva misura del salto verrà dal lancio e dai test in scenari quotidiani. In parallelo, durante la recente call con gli investitori, Samsung ha anticipato fotocamere aggiornate e nuove funzioni basate sull’AI, elementi che, combinati al nuovo SoC proprietario, delineano una strategia 2026 orientata a integrare elaborazione locale, algoritmi generativi e migliore efficienza energetica.
Samsung Galaxy S26: prospettive e posizionamento sul mercato
Se confermata, la scelta di febbraio avrebbe una valenza doppia: permetterebbe a Samsung di affinare la linea in ottica naming e differenziazione, e offrirebbe un palcoscenico ideale per evidenziare il binomio tra il nuovo chip e i progressi software. Resta il tema della percezione del marchio Exynos, che in passato non ha convinto una parte dell’utenza più attenta alle prestazioni sostenute; da qui l’interesse per verificare sul campo i benefici del nodo produttivo avanzato e dell’integrazione con le funzioni di AI annunciate. Un esordio convincente su efficienza, fotografia e continuità di performance potrebbe segnare la discontinuità attesa nella fascia premium Android.
