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L’analisi IBM sul ruolo dell’AI nelle aziende
L’indagine evidenzia come i risultati non sono omogenei tra settori e dimensioni. Le grandi imprese mostrano una maggiore capacità di sfruttare le potenzialità dell’AI. Con un tasso di produttività in crescita per il 72% dei casi, contro il 55% riscontrato tra le PMI e nel settore pubblico. Qui la fase di adozione resta ancora iniziale. In Italia, la spinta più evidente proviene da comparti come logistica, automotive, energia e manifatturiero.
Allo stesso tempo, il report segnala un’evoluzione nella percezione dell’AI come motore strategico. Oltre un quarto dei leader intervistati riconosce all’intelligenza artificiale un’influenza diretta sui processi decisionali e sulla capacità di innovazione. La tecnologia consente di liberare risorse umane da compiti ripetitivi. Per reindirizzarle verso attività di creatività, analisi avanzata e collaborazione interfunzionale. Nel contesto italiano, più della metà dei manager afferma che i propri team dispongono oggi di più tempo per migliorare i processi e promuovere nuove iniziative.
Il tema della trasparenza emerge come cruciale. L’85% delle imprese ritiene indispensabile poter comprendere il funzionamento dei sistemi di AI. Mentre l’84% sottolinea la necessità di una interoperabilità effettiva con l’infrastruttura IT esistente. Accanto a tali priorità, permangono le preoccupazioni legate a sicurezza, privacy ed etica. Considerate barriere ancora rilevanti alla piena scalabilità dei progetti.










