Dopo anni di presenza su smartphone e tablet Galaxy, Samsung Internet debutta in versione beta anche su Windows, segnando l’avvio di una fase nuova per l’ecosistema del brand. L’obiettivo dichiarato è rendere più lineare il passaggio tra schermi diversi, con un browser che dialoga meglio con telefoni e tablet, e che anticipa integrazioni più strette con funzioni basate su intelligenza artificiale. Il management della divisione Mobile eXperience, per voce di Won-Joon Choi, lega esplicitamente il programma beta al coinvolgimento diretto della community: il test su desktop serve a modellare un’esperienza più connessa tra mobile e PC e a porre le basi per opzioni di navigazione più intelligenti e personalizzate.
Sul fronte della disponibilità, la beta è scaricabile su Windows 10 (dalla build 1809) e su Windows 11. La prima ondata interessa Corea e Stati Uniti, con estensione graduale ad altri mercati nei prossimi mesi. È previsto il download dell’eseguibile standard e una variante pensata per i computer con architettura ARM, a conferma dell’intenzione di coprire un ventaglio ampio di configurazioni.
Sicurezza e privacy: strumenti integrati
La trasposizione desktop conserva l’impostazione orientata alla privacy già vista su mobile. Lo smart anti-tracking riduce la raccolta di dati da parte di terze parti, limitando il tracciamento tra siti e inserzioni. La Privacy Dashboard, accessibile in modo immediato, offre una visualizzazione delle attività rilevanti e consente di gestire le impostazioni di protezione senza passaggi complessi. L’idea è coniugare personalizzazione e tutela dei dati, evitando compromessi nella sicurezza.
Il debutto su PC rientra nella strategia definita da Samsung come ambient AI: un insieme di funzioni che operano in modo discreto sullo sfondo, adattandosi al contesto d’uso e sostenendo la continuità tra dispositivi e servizi. In questo quadro, l’arrivo di Samsung Internet su desktop non è un semplice porting, ma un tassello per consolidare un’esperienza coerente tra app, notifiche e sessioni di navigazione, indipendentemente dal device in uso. La fase beta servirà a raccogliere feedback concreti e a indirizzare i prossimi sviluppi, dalla sicurezza agli strumenti basati su AI, passando per l’ottimizzazione delle performance su piattaforme x86 e ARM.

