Dopo un relativo periodo di silenzio, sembra che qualcosa in casa WhatsApp in merito alla possibilità di chattare contenti che utilizzano applicazioni terze si stia finalmente muovendo, da tempo infatti il Digital market Act obbliga le società che si occupano delle piattaforme di messaggistica, almeno in Europa, a integrare questa funzionalità in modo da garantire la massima trasparenza agli utenti che utilizzano queste applicazioni per permettergli di scegliere in modo totalmente consapevole quale utilizzare.
WhatsApp dunque sembra essersi finalmente messa in moto per garantire l’interoperabilità della sua piattaforma con le altre applicazioni di messaggistica, gli indizi di questo cambiamento sono stati ritrovati all’interno dell’ultima beta per Android dai ragazzi di WhatsApp beta info, i quali hanno scovato gli indizi nel codice sorgente in merito la possibilità di chattare con utenti su altre applicazioni direttamente dalla stessa schermata che già conosciamo all’interno di WhatsApp.
Alcuni dettagli in più
Nello specifico, questo cambiamento avrà dei requisiti fondamentali che le varie piattaforme di messaggistica dovranno rispettare, tutte queste infatti dovranno essere conformi allo standard Signal, che WhatsApp da diverso tempo sta incoraggiando ad utilizzare, in modo da poter garantire la massima tutela della privacy tramite conversazioni crittografate con crittografia and to and, tale approccio ovviamente garantisce che l’interoperabilità non vada a compromettere la privacy delle conversazioni.
Per quanto riguarda la funzionalità di messaggistica pura, le funzionalità garantite saranno quelle basilari, l’invio di messaggi, audio, foto e video, per il momento non saranno supportati gli Stickers e altri contenuti multimediali, questi ultimi sicuramente arriveranno un secondo momento quando gli elementi basilari per un’esperienza di messaggistica saranno completamente garantiti.
Ovviamente non sono ancora noti i periodi di rilascio, ma è lecito pensare che bisognerà attendere il completamento dei test interni che richiederanno al massimo un paio di settimane, ricordiamo che questa funzionalità sarà estesa solo agli utenti europei che effettivamente si trovano sotto la giurisdizione del Digital market Act.
