In condizioni di freddo estremo, alcune molecole sfidano le leggi chimiche note. Ciò combinandosi in modi inattesi e stabili. Tale fenomeno emerge in laboratorio quando il cianuro di idrogeno ghiacciato (HCN) entra in contatto con metano ed etano. Due liquidi comuni su mondi lontani. A tal proposito, studi recenti condotti dalla NASA e dall’Università di Tecnologia di Chalmers in Svezia hanno dimostrato che, anche tra sostanze normalmente incompatibili, possono formarsi strutture nuove, dette co-cristalli. Le quali mantengono la loro integrità a temperature prossime allo zero assoluto. L’esperimento, nato dall’osservazione del comportamento dell’HCN nell’atmosfera di Titano, ha rivelato che le molecole di metano ed etano possono inserirsi nella struttura cristallina del cianuro senza distruggerla.
Titano: ecco i dettagli emersi dai recenti studi
Si tratta di un risultato sorprendente, perché contraddice la regola chimica secondo cui molecole polari e non polari tendono a non mescolarsi. Le simulazioni al computer, realizzate dal gruppo di Martin Rahm in Svezia, hanno confermato che tale interazione può avvenire spontaneamente. Ciò in condizioni estreme simili a quelle della luna di Saturno.
Titano, con i suoi laghi di idrocarburi liquidi e le dune di ghiaccio, rappresenta l’ambiente naturale ideale per tale fenomeno. Il cianuro di idrogeno, pur essendo tossico per la vita terrestre, è uno dei precursori chimici fondamentali per la formazione di amminoacidi e basi azotate del DNA. Comprendere come reagisce in ambienti così estremi fornisce indizi preziosi. Ciò soprattutto sui possibili processi prebiotici. I quali potrebbero verificarsi anche altrove nell’universo.
La missione Dragonfly, prevista per il 2034, permetterà di analizzare direttamente il ghiaccio di HCN e i laghi di idrocarburi sulla superficie di Titano. Tali dati saranno cruciali per verificare se le combinazioni osservate in laboratorio si manifestano realmente. La scoperta apre una prospettiva nuova sulla chimica dei corpi celesti. Così come sulla complessità dei processi chimico-prebiotici che potrebbero aver dato origine alla vita nell’universo.
