Nel silenzio dello spazio profondo, tra orbite planetarie e venti solari, una missione diretta verso Giove potrebbe presto intercettare un frammento di materia proveniente da un altro sistema stellare. Non si tratta di un contatto diretto, ma di una possibile “sfiorata” con la coda ionica della cometa 3I/ATLAS. Un corpo ghiacciato di origine interstellare che attraverserà il piano orbitale del Sistema solare nelle prossime settimane. L’incontro potenziale riguarda Europa Clipper, la sonda della NASA. La quale è stata progettata per studiare l’ambiente magnetico e la superficie di Europa, una delle lune più enigmatiche di Giove. La previsione nasce da un’analisi condotta da Samuel Grant del Finnish Meteorological Institute e da Geraint Jones dell’Agenzia Spaziale Europea. Utilizzando un software di modellazione denominato Tailcatcher, i due ricercatori hanno calcolato che, tra il 30 ottobre e il 6 novembre, la sonda potrebbe trovarsi allineata in modo da attraversare un flusso di particelle cariche provenienti dalla cometa. Si tratterebbe di materiale espulso dal cosiddetto ion tail, la coda che si forma quando i gas cometari vengono spinti via dal Sole e ionizzati dal vento solare.
NASA Europa Clipper: ecco i dettagli del prossimo “incontro”
L’evento, pur del tutto innocuo per la sonda, rappresenterebbe un’occasione scientifica di straordinaria portata. Europa Clipper, ancora nella fase di crociera interplanetaria, dispone infatti di sensori progettati per analizzare ioni e campi magnetici. Strumenti ideali per riconoscere la provenienza delle particelle e confrontare le proprietà della materia interstellare con quella delle comete nate nel nostro sistema. Eppure, la possibilità di effettuare l’osservazione dipenderà anche da fattori operativi e politici. Il prolungato shutdown del governo statunitense potrebbe, infatti, impedire l’attivazione tempestiva degli strumenti di misura.
Il comportamento della coda ionica di 3I/ATLAS dipenderà a sua volta dall’intensità del vento solare e dal grado di attività cometaria. Il quale raggiungerà il massimo il 29 ottobre, quando l’astro si troverà al suo perielio, circa 200 milioni di chilometri dal Sole. In quella fase, la cometa emetterà la maggiore quantità di gas e polveri, aumentando le probabilità di un’interazione misurabile.
Se Europa Clipper riuscisse a registrare il passaggio degli ioni di 3I/ATLAS, la ricerca spaziale guadagnerebbe una nuova finestra sul materiale primordiale della galassia. In un’epoca in cui le missioni interplanetarie si moltiplicano, anche un incontro fortuito potrebbe trasformarsi in un esperimento naturale capace di avvicinarci alla comprensione delle nostre origini cosmiche.
