Il nuovo Apple Vision Pro M5, in arrivo sui primi mercati internazionali, non introduce solo il chip di nuova generazione, ma segna anche un punto di svolta nella strategia industriale dell’azienda di Cupertino. Si può notare chiaramente sul prodotto la scritta “Product of Vietnam”, la quale sostituisce dunque la vecchia“Made in China”. Da qui si nota la volontà di Apple di spostare la produzione, attuando un piano che comporterà molta più flessibilità alla sua filiera lasciandola meno soggetta a possibilità di rischio sia in termini di dogana che in termini geopolitici.
Il processo di diversificazione della catena di approvvigionamento dunque è cominciato proprio con questa operazione, almeno secondo le voci più autorevoli. È in questo modo che Apple ridurrà la dipendenza da un unico paese.
Produzione in Vietnam, ma transizione ancora in corso
Sebbene il nuovo visore venga assemblato in Vietnam, la transizione non è ancora completa. Alcuni accessori, come il Dual Knit Band venduto separatamente, continuano a riportare la scritta “Made in China”, segno che il processo di spostamento delle linee produttive è graduale e complesso. Questo passaggio parziale riflette la difficoltà di riprodurre l’intera rete di fornitori, componenti e processi di assemblaggio costruita in anni di collaborazione con il mercato cinese.
Il trasferimento in Vietnam è stato reso possibile anche dai volumi di produzione contenuti del Vision Pro, un dispositivo che resta di nicchia e che richiede una capacità produttiva più gestibile. Inoltre, l’aggiornamento al chip M5 è considerato un’evoluzione hardware minore, un aspetto che ha facilitato la migrazione verso un nuovo impianto senza modifiche sostanziali alla linea di assemblaggio.
La mossa di Apple assume un valore simbolico rilevante: il Vietnam diventa un nuovo punto di riferimento per la produzione di dispositivi avanzati, aprendo la strada a una strategia più ampia che nei prossimi anni potrebbe coinvolgere anche altri indossabili e visori di fascia alta.
