Il marchio Napster non smette di far parlare di sé e questa volta torna alla ribalta con un progetto che di sicuro non rispecchia le sue origini. Tutti ricorderanno questo nome nel mondo del file sharing ma ora ecco un prodotto eccezionale, ovvero una webcam chiamata Napster View e costa 99 dollari. Questa unisce intelligenza artificiale e realtà aumentata insieme ad un hardware dedicato. Chiunque la acquisterà e volesse usarla al massimo delle sue qualità, dovrà aggiungere un abbonamento annuale da 219 dollari.
L’obiettivo è ambizioso: creare un dispositivo in grado di trasformare le normali videochiamate in esperienze interattive con avatar e assistenti virtuali, aprendo la strada alla creazione di veri e propri “gemelli digitali”.
Un assistente AI sempre presente, anche al posto dell’utente
Durante una presentazione virtuale, Napster ha mostrato Napster View come una piccola webcam olografica 3D da applicare al monitor, gestita tramite l’app Napster Companion. Il sistema consente di avviare videochat con avatar AI o con esperti virtuali in diversi ambiti — fitness, benessere, business e cucina — disponibili in qualsiasi momento.
La vera novità, però, è la funzione di digital twin: un clone virtuale dell’utente capace di replicarne voce, espressioni e stile comunicativo. Questo gemello digitale può partecipare a riunioni, rispondere a messaggi o interagire con altri utenti in autonomia. Secondo Edo Segal, CTO di Napster, il proprio assistente virtuale partecipa regolarmente agli incontri del team di 120 ingegneri, generando poi un riassunto automatico delle discussioni. L’obiettivo, spiega, è alleggerire le attività quotidiane più ripetitive, rendendo il lavoro più efficiente.
Tra ambizione e scetticismo
Il ritorno di Napster con un prodotto AI dedicato rappresenta una scommessa audace. Negli ultimi mesi, diversi dispositivi simili — come il Rabbit R1 o l’AI Pin di Humane — hanno mostrato quanto sia difficile tradurre la promessa di un assistente virtuale “autonomo” in un’esperienza realmente utile. Napster View punta più in alto, ma anche il rischio è maggiore: costruire un mercato da zero in un settore dove nemmeno i colossi della tecnologia sono ancora riusciti a imporsi.
Oltre alla componente hardware, il costo complessivo non è trascurabile: tra il prezzo del dispositivo e l’abbonamento annuale, l’esperienza Napster supera i 300 dollari. Resta da vedere se gli utenti saranno disposti a investire questa cifra per un’idea che, seppur affascinante, oggi sembra ancora più visionaria che concreta.

