Non si è trattato di un incidente, né di un errore di manovra. Il grande pallone stratosferico della NASA atterrato nei campi del Texas ha semplicemente concluso il suo volo come previsto. Il lancio, avvenuto il 1º ottobre 2025 da Fort Sumner, New Mexico, rientrava in un programma gestito dal Columbia Scientific Balloon Facility. Nonostante lo shutdown del governo federale iniziato lo stesso giorno, l’operazione ha ottenuto una deroga speciale, permettendo alla NASA di proseguire senza interruzioni.
Dopo circa 20 ore di volo ad alta quota, il pallone ha portato a termine la sua missione nei cieli sopra Edmonson, cittadina rurale del Texas. Il carico scientifico, completamente integro, è stato recuperato poche ore dopo e spedito alla base NASA di Wallops, in Virginia. A seguire ogni fase del volo c’era il team guidato dall’astrofisico Christopher Mendillo, dell’Università del Massachusetts Lowell, responsabile del progetto PICTURE-D. Il punto di discesa era stato pianificato con precisione per evitare infrastrutture e zone abitate.
Il pallone NASA volveva osservare gli esopianeti. Una sfida che parte dall’alta atmosfera
Il cuore della missione PICTURE-D (Planetary Imaging Coronagraph Testbed Using a Recoverable Experiment for Debris Disks) è lo sviluppo di strumenti per osservare direttamente pianeti oltre il Sistema solare. Questi mondi distanti riflettono una luce debolissima, spesso milioni di volte meno intensa rispetto a quella delle stelle che li ospitano. Per superare questo ostacolo, il telescopio a bordo — dotato di uno specchio da 60 centimetri — utilizza un coronografo. Uno strumento in grado di oscurare la luce stellare per rivelare oggetti deboli intorno.
Durante il volo, PICTURE-D ha osservato quattro stelle, tra cui Gamma Cassiopeiae, nella costellazione di Cassiopea. È riuscito a distinguere la sua compagna, 3.000 volte meno luminosa. Secondo Mendillo, se si fosse trattato di un esopianeta, sarebbe stato addirittura un milione di volte più fioco. Questo esperimento rappresenta la quarta evoluzione di una serie iniziata nel 2005 e avvicina gli scienziati all’obiettivo finale. Un osservatorio spaziale in grado di fotografare direttamente pianeti simili alla Terra.
