Il mondo della tecnologia militare sta cambiando a una velocità impressionante e NUMO ne è un esempio concreto. Questo robot terrestre, sviluppato in Ucraina e appena approvato dal ministero della Difesa per l’impiego operativo, non è un semplice veicolo: è un vero e proprio compagno d’armi pensato per alleggerire i rischi dei soldati in prima linea. Pesa circa 620 kg, può trasportare fino a 300 kg di carico e nasce con l’obiettivo di coprire una gamma incredibilmente ampia di missioni, dalla consegna di rifornimenti all’evacuazione di feriti, fino al supporto nelle comunicazioni e persino in azioni di combattimento più complesse. Dietro a questo progetto c’è Tank Bureau, una giovane azienda di Lviv fondata nel 2024 che ha scelto di scommettere tutto sulla robotica autonoma per la difesa, puntando su flessibilità e modularità.
Dal trasporto all’attacco: NUMO ridefinisce la robotica sul campo
NUMO si muove su cingoli e può montare attrezzature differenti a seconda della missione: torrette, sistemi di sorveglianza, tagliafili o strumenti per lo sminamento. Il terreno ucraino, spesso fangoso o disseminato di edifici danneggiati, è insidioso, ma il robot affronta ostacoli e dislivelli con un’altezza da terra di circa 23 centimetri, pronto al dispiegamento in meno di dieci minuti. La combinazione di sei sistemi di comunicazione, tra cui Wi-Fi, LTE, Starlink e Silvus, gli permette di essere controllato fino a 1.500 metri di distanza, anche dove il segnale scarseggia. L’autonomia arriva fino a 45 chilometri e la velocità massima si attesta intorno ai 6 km/h, sufficiente per operazioni logistiche e di supporto.
Un aspetto innovativo è il modulo “Droid Box”, che gestisce connessioni e compatibilità con altri dispositivi di comando, trasformando NUMO in un vero hub digitale mobile. Collegabile a sistemi di controllo tattico come DELTA, già operativo nell’esercito ucraino, NUMO diventa una piattaforma integrata capace di dialogare con droni e altri robot sul campo. Una delle versioni più avanzate, il Droid TW-12.7, monta persino mitragliatrici calibro 7,62 o 12,7 mm, co-sviluppate con DevDroid, e queste unità sono già operative in oltre 30 brigate, dimostrando come la robotica possa supportare la ricognizione e la difesa automatizzata in scenari reali.
Quello che NUMO mostra è il volto della guerra moderna, sempre più orchestrata da sistemi autonomi che riducono il rischio per le persone, aumentano la precisione e cambiano la strategia sul campo. L’esercito ucraino ha già condotto operazioni integrate di droni e robot terrestri nella regione di Kharkiv, definendole le prime offensive completamente senza equipaggio: un segnale chiaro che il futuro della guerra non sarà più solo umano, ma sempre più tecnologico e automatizzato, dove l’efficienza e la sicurezza si fondono in un unico sistema operativo sul campo.
