L’espansione di BYD in Europa è una corsa che continua a tutto gas. Dopo la costruzione dello stabilimento in Ungheria e l’imminente apertura dell’impianto in Turchia, l’azienda cinese guarda ora con attenzione alla Spagna. Le voci si moltiplicano, le trattative sembrano avviate e pare anche che una decisione potrebbe arrivare entro la fine dell’anno. Perché proprio la Spagna? La risposta sarebbe racchiusa in una combinazione di costi di produzione competitivi e energia rinnovabile abbondante. Elementi che rendono il Paese iberico una destinazione più attraente rispetto ad altri mercati europei. Secondo quanto riportato da Reuters, Alberto De Aza, responsabile di BYD per Spagna e Portogallo, avrebbe definito il territorio spagnolo “il luogo ideale” per espandere le attività produttive nel continente. Il richiamo di un’infrastruttura industriale moderna e di prezzi energetici più bassi starebbe dunque spingendo la casa cinese verso la penisola iberica. Una scelta che potrebbe cambiare il baricentro dell’auto elettrica in Europa.
Perché BYD punta sulla Spagna?
La Spagna non è solo una questione di costi. È anche una terra che punta con decisione sull’energia pulita, un aspetto sempre più cruciale per l’industria automobilistica. L’idea di produrre auto alimentate da energia sostenibile, in uno stabilimento mosso dalla stessa forza, appare come un simbolo di coerenza industriale. In passato si era parlato anche della Germania come possibile sede del nuovo impianto. Il dibattito interno a BYD, però, sarebbe stato frenato dagli elevati costi del lavoro e dell’energia tedesca. Il confronto tra i due Paesi resta aperto, ma le condizioni spagnole sembrano più favorevoli. Se la scelta finale ricadesse davvero sulla Spagna, si tratterebbe di un passo decisivo nella conquista del mercato europeo.
Ora, il terzo stabilimento BYD produrrà solo auto o anche batterie? La questione è tutt’altro che marginale. Durante un recente incontro, Alfredo Altavilla, consulente speciale di BYD per l’Europa, avrebbe lasciato intendere la possibilità di un investimento parallelo nel settore energetico. Una fabbrica di batterie nel continente cambierebbe le regole del gioco. Ridurrebbe la dipendenza dalla Cina, abbasserebbe i tempi di consegna e consoliderebbe la posizione di BYD come protagonista dell’elettrico europeo. La decisione finale è attesa entro l’anno.
