Secondo quanto riportato da Bloomberg, Warner Bros. Discovery avrebbe rifiutato la proposta di acquisizione avanzata da Paramount Global, oggi parte del gruppo Skydance Media, controllato da David Ellison. L’offerta è stata stimata intorno ai 20 dollari per azione, ma ritenuta troppo bassa rispetto al reale valore dell’azienda. Basti pensare che le sue azioni si aggirano attualmente sui 17$ per una capitalizzazione di circa 42 miliardi di dollari.
Nonostante la cifra proposta rappresentasse un premio rispetto al valore di mercato, Warner ha giudicato l’offerta non coerente con le prospettive di crescita e con la ristrutturazione avviata negli ultimi mesi. La società, che si è recentemente fusa con Discovery, sta lavorando a una scissione in due divisioni. Nello specifico, una dedicata alla produzione e allo streaming, l’altra al settore televisivo e ai network via cavo. Secondo gli analisti, questo piano renderebbe la prima società più agile e competitiva, aumentando il suo valore sul lungo periodo.
Skydance non molla: possibili rilanci o un’OPA ostile su Warner
La mossa di Skydance non è comunque destinata a fermarsi qui. Come evidenziano le fonti vicine alla trattativa, il gruppo potrebbe rilanciare con una nuova offerta oppure aggirare il consiglio di amministrazione di Warner presentando la proposta direttamente agli investitori, una strategia nota come hostile takeover. Una manovra del genere era già stata tentata da Broadcom nel 2018 contro Qualcomm, senza però riuscire a completare l’operazione.
Il contesto resta particolarmente interessante per entrambi i colossi. Paramount, dopo essere entrata a far parte di Skydance, sta cercando di consolidare la propria presenza nel settore streaming. Invece, Warner punta a rafforzare i brand principali, da HBO a DC Studios, capitalizzando i recenti successi cinematografici e televisivi.
Per il momento, la posizione di Warner appare di forza. L’azienda sembra determinata a preservare la propria indipendenza. Gli analisti di Bloomberg sostengono infatti che sia proprio questa ad avere il vantaggio negoziale, potendo contare su un portafoglio di contenuti, licenze e piattaforme di distribuzione senza pari nel contesto mediatico internazionale.
