A poche settimane dal vertice COP30 in Brasile, la comunità scientifica lancia un avvertimento. Il riscaldamento globale sta superando soglie critiche più rapidamente del previsto. Il nuovo Global Tipping Points Report è stato firmato da 160 scienziati internazionali. Quest’ultimo descrive una situazione in cui gli equilibri climatici e gli ecosistemi sono in una fase di cambiamento irreversibile. L’elemento più preoccupante, secondo il documento, è la perdita di resilienza dei sistemi naturali. Alcuni, come le barriere coralline, avrebbero già oltrepassato il loro punto di non ritorno. Circa l’84% dei coralli tropicali ha subito fenomeni di sbiancamento a causa delle temperature oceaniche record. Trasformando così intere aree marine in distese spoglie.
Nuovo allarme riguardo il riscaldamento globale
Gli esperti parlano di un collasso ecologico che mette in pericolo non solo un quarto delle specie marine conosciute, ma anche le economie costiere. Le quali sono fondate su pesca e turismo. È il primo caso, spiegano, di un ecosistema globale compromesso direttamente dal riscaldamento antropico. Un destino simile potrebbe toccare alla foresta amazzonica, che mostra già segnali di indebolimento strutturale. La più grande riserva verde del pianeta rischia di trasformarsi in una savana arida. Ciò a causa dell’incremento medio della temperatura globale compreso tra 1,3 e 1,4 °C rispetto all’epoca preindustriale. Ed anche per una deforestazione ancora fuori controllo.
Un tale collasso ridurrebbe la capacità della Terra di assorbire anidride carbonica. Amplificando ulteriormente l’aumento delle temperature. Sul fronte oceanico, cresce la preoccupazione per il rallentamento della circolazione meridionale atlantica (AMOC). Ovvero la corrente che modera il clima europeo. Secondo le osservazioni raccolte, il suo indebolimento potrebbe provocare inverni più rigidi nel Nord Europa e un innalzamento del livello del mare lungo le coste atlantiche.
Eppure, in mezzo agli allarmi, emerge un segnale incoraggiante. I dati del think tank Ember mostrano che le energie rinnovabili hanno superato il carbone nella produzione mondiale di elettricità. Ciò indica che la transizione energetica sta procedendo. Anche se a un ritmo ancora insufficiente per contenere il riscaldamento entro la soglia di 1,5 °C. Gli autori del rapporto insistono sull’urgenza di impegni più ambiziosi da parte dei governi. Solo così sarà possibile intervenire concretamente su tale situazione.
