C’è sempre un nuovo trend pronto a spuntare sui social, e spesso si fa appena in tempo a capirne uno che già ne arriva un altro. L’ultimo, però, ha superato di gran lunga la soglia dell’assurdo. Stavolta non si parla di balletti o filtri buffi, ma di un “gioco” che mescola intelligenza artificiale e incoscienza adolescenziale in un modo che fa riflettere.
Il pericolo nascosto dietro i finti senzatetto digitali virali
Negli Stati Uniti, alcuni ragazzi hanno iniziato a usare strumenti di generazione d’immagini, come quelli integrati in Snapchat, per creare finti senzatetto digitali. Non persone reali, ma immagini così realistiche da sembrare vere. Poi, fingendo di aver accolto in casa un estraneo bisognoso di aiuto, inviano le foto ai propri genitori: “Mamma, l’ho fatto entrare solo per offrirgli un bicchiere d’acqua.” In sottofondo, ovviamente, il telefono è pronto a registrare ogni reazione — urla, panico, minacce, tutto. E il risultato finisce su TikTok, tra commenti e risate di milioni di spettatori.
Lo chiamano il “prank del finto senzatetto”, e nel giro di poche settimane è diventato virale. Alcuni video sono palesemente inscenati, con la complicità dei genitori. Ma altri, purtroppo, sembrano autentici: genitori davvero terrorizzati, convinti che qualcuno abbia fatto irruzione in casa. E non si tratta solo di allarmismo virtuale. Negli Stati Uniti, diverse chiamate d’emergenza partite da queste “burle” hanno coinvolto le forze dell’ordine. In Texas, un comandante ha persino spiegato che un simile allarme potrebbe “attivare una risposta SWAT”, cioè l’intervento armato delle squadre speciali. Basta un equivoco, una mossa sbagliata, e quella che nasce come bravata può trasformarsi in un disastro.
La polizia di Salem, nel Massachusetts, ha già diffuso un comunicato ufficiale per condannare il trend, ricordando quanto l’abuso di strumenti AI possa essere pericoloso quando finisce nelle mani sbagliate. In Italia, per ora, il fenomeno non è arrivato, ma il messaggio è chiaro: l’educazione all’uso dell’intelligenza artificiale è ormai urgente quanto quella ai social stessi.
TikTok ha iniziato a rimuovere alcuni video, ma la verità è che queste tendenze nascono e si diffondono più velocemente di quanto le piattaforme riescano a reagire. È il lato oscuro della creatività digitale: la stessa tecnologia che può creare arte o intrattenimento, nelle mani sbagliate, diventa uno strumento pericoloso. E in questo caso, l’unico “insegnamento” che lascia è quanto sia sottile il confine tra una risata e un gesto irresponsabile.
