Le chiamate mute sono tornate a tormentare gli utenti italiani, ma stavolta con un rischio molto più grave. Nel 2025 si sta diffondendo una nuova forma di vishing — il phishing vocale — che sfrutta l’intelligenza artificiale per clonare la voce delle vittime. Basta rispondere a una chiamata apparentemente silenziosa: quei pochi secondi di audio registrati sono sufficienti ai truffatori per ricreare digitalmente il timbro e le inflessioni vocali di una persona, rendendo poi il raggiro quasi impossibile da riconoscere.
Una volta ottenuto il campione vocale, i criminali simulano la voce della vittima per contattare amici o familiari, inscenando emergenze improvvise — un incidente, una richiesta di aiuto o di denaro urgente — con l’obiettivo di ottenere soldi in tempi rapidi. Spesso ricorrono anche allo spoofing, una tecnica che falsifica il numero di telefono in uscita: sullo schermo può comparire un contatto noto o addirittura un numero ufficiale, rendendo la truffa ancora più credibile.
Come difendersi dal nuovo vishing
La prima regola resta la più semplice: non fidarsi delle apparenze. In caso di chiamate sospette, mai rispondere d’impulso con “sì”, né richiamare numeri sconosciuti o provenienti dall’estero. Davanti a qualsiasi richiesta urgente di denaro, occorre sempre verificare l’identità della persona attraverso un altro canale: un messaggio, una videochiamata o una parola segreta concordata in famiglia possono fare la differenza.
Dal punto di vista tecnico, è utile limitare la diffusione della propria voce online, ad esempio evitando di pubblicare messaggi audio o video personali sui social. È consigliato inoltre attivare filtri antispam e servizi di blocco automatico delle chiamate sospette.
A tal proposito, l’AGCOM ha introdotto un sistema di blocco obbligatorio per le chiamate con numeri falsificati, in vigore dal 19 agosto 2025 e destinato a rafforzarsi ulteriormente dal 19 novembre. Una misura pensata proprio per contrastare queste nuove forme di truffa. Si tratta di un fenomeno in aumento, tenete alta l’attenzione.
