Copilot si sta evolvendo da assistente smart a vero e proprio centro di produttività. Con l’ultimo aggiornamento disponibile per Windows Insider, Microsoft introduce la novità dei Connectors, che permettono a Copilot di collegarsi non solo ai servizi Microsoft – come Outlook, OneDrive, calendario e contatti – ma anche all’ecosistema Google, inclusi Gmail, Google Drive, Google Calendar e tanto altro. In pratica, l’AI ora può “leggere” e cercare informazioni direttamente nei tuoi account collegati, rendendo l’accesso ai dati molto più fluido.
Cosa significa concretamente
Dopo aver attivato l’opzione (è un’impostazione opt-in, dovrai esplicitamente consentire il collegamento), Copilot può:
- Rispondere a domande come “Qual è l’email di Anna?” o “Trova le mie note di ricerca della scorsa settimana” accedendo ai dati di Gmail, contatti, Drive e calendari.
- Eseguire ricerche incrociate tra i tuoi account Google e Microsoft senza dover passare manualmente da un’app all’altra.
- Creare documenti direttamente da conversazioni: se chiedi “Esporta questo testo in Word” o “Fammi una presentazione PowerPoint con queste informazioni”, Copilot genera il file per te. E per risposte lunghe (600 caratteri o più) viene visualizzato un pulsante di esportazione già pronto per Word, Excel, PowerPoint o PDF.
Come attivare le nuove funzioni
- Apri l’app Copilot su Windows.
- Vai nelle Impostazioni e cerca la sezione Connectors.
- Attiva i servizi che vuoi collegare (puoi scegliere Gmail, Google Drive, Outlook, calendario, contatti).
- Concedi le autorizzazioni necessarie, e da quel momento Copilot potrà accedere ai dati consentiti per rispondere.
Ricorda che niente è attivo di default. Devi dare il tuo permesso prima che Copilot possa “vedere” i tuoi account.
Un assistente sempre più centrale
Con queste novità, Copilot diventa molto più di un chatbot attivo nel sistema: si trasforma in un hub capace di orchestrare documenti, email, file, calendari e ricerche su fonti distribuite. Il salto di qualità è importante, perché l’assistente non dovrà più limitarsi a rispondere: potrà lavorare direttamente sui dati che hai già sparsi tra Gmail, Drive, Outlook e altri servizi. Naturalmente, resta fondamentale mantenere il controllo dei propri dati, puoi in qualsiasi momento revocare il permesso e disattivare tutto.
