La NASA ha fissato per il 2026 il nuovo grande obiettivo del programma Artemis: Artemis II, la prima missione con equipaggio che riporterà gli esseri umani sulla Luna dal tempo delle missioni Apollo. Dopo i successi con i robot e le correzioni tecniche necessarie, è il momento di fare il passo successivo: testare in orbita la navicella Orion con astronauti a bordo lungo una traiettoria lunare.
Secondo le attuali pianificazioni, il lancio dovrebbe avvenire entro aprile del 2026, con una possibile finestra anticipata già per febbraio se tutto sarà pronto per tempo.
Cosa prevede Artemis II
- Durata stimata: circa 10 giorni nello spazio profondo, lungo una traiettoria di tipo “free-return” che permetterà alla capsula di tornare sulla Terra senza necessità di manovre lunari complesse.
- Equipaggio: quattro astronauti, tre della NASA più un membro scelto tramite la collaborazione con agenzie internazionali, compresi Canada e altri partner.
- Obiettivo principale: mettere alla prova tutti i sistemi vitali, di navigazione e supporto vitale a bordo della navicella Orion con esseri umani a bordo, in condizioni reali. Sarà un test cruciale in vista della missione Artemis III, che punta a un vero sbarco sulla Luna.
- Traiettoria: la rotta è pensata per portare l’equipaggio attorno alla Luna e riportarlo sulla Terra senza atterraggio lunare. Un volo che sarà sia dimostrativo sia preparatorio per le missioni successive.
Artemis II non è il risultato di un processo semplice e lineare, già in passato la missione ha registrato slittamenti di vario tipo e più volte. Originariamente prevista per fine 2025, è stata posticipata a causa di problemi tecnici legati allo scudo termico della navicella Orion — il test precedente aveva mostrato fenomeni anomali durante il rientro che richiedevano una revisione accurata. Gli ingegneri hanno dovuto ripensare modalità di rientro, traiettorie e materiali, per garantire che la missione sia non solo ambiziosa, ma anche sicura.
Nonostante le difficoltà, la NASA mantiene come obiettivo massimo la finestra di aprile 2026, con la possibilità di anticipare a febbraio se tutti i sistemi risponderanno ai test in tempo utile.
Perché Artemis II conta
Questo viaggio nello spazio sarà un momento simbolico: non è ancora uno sbarco sul suolo lunare, ma è la prova di fuoco necessaria per dimostrare che l’umanità può tornare – e restare – sulla Luna. Se Artemis II avrà successo, offrirà dati fondamentali sui rischi, sulle procedure e sulla resistenza dei sistemi in ambienti estremi. Inoltre, sarà un segnale forte sulle missioni, non più solo missioni robotiche, ma la volontà reale di riprendere l’esplorazione umana dello spazio profondo, con la Luna come tappa intermedia prima di raggiungere il famigerato Marte.
