Circola da diversi giorni una notizia che sta generando diverse polemiche e riguarda la gestione dello SPID, ossia il Sistema Pubblico di Identità Digitale che per anni ha permesso di accedere gratuitamente ai servizi della pubblica amministrazione. Pare che stia progressivamente abbandonando la sua natura gratuita. Gli italiani, ovviamente, non l’hanno presa bene.
Aruba ha già dato il via alla trasformazione, con l’aggiunta di un canone annuale che gli utenti dovranno pagare per usufruire dei servizi. Anche Poste Italiane, che è forse il provider principale che ne fa uso, sta pian piano pensando di introdurre servizi ma anche costi aggiuntivi. Si legge: “I gestori potranno valutare forme di valorizzazione economica della base utenti nel rispetto delle regole di mercato”. Ma è davvero così o gli utenti risentiranno di costi che si potrebbero evitare?
E a fronte di queste notizie ci sono persone che insorgono e danno in via anche a movimenti e iniziative, è il caso del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) che ha espresso “forte preoccupazione” e ritiene sia “paradossale” la nuova manovra con cui si incentivano i gestori a “valorizzare la base utenti”, come se fosse solo una sorta di copertura per dire che gli utenti dovranno pagare quel che fino a poco fa era del tutto gratuito.
Anche Poste Italiane sta considerando di rendere il servizio SPID a pagamento
Così si esprime Antonio Longo, presidente di MDC: “È paradossale che il cittadino debba pagare un servizio che per anni è stato incentivato come strumento di semplificazione e digitalizzazione, e che oggi è indispensabile per accedere alla Pubblica Amministrazione. Insomma, SPID deve mantenersi semplice e gratuito come da progetto originario, tanto più in questo momento in cui è così diffuso ed essenziale. Quanto alla diffusione, questo strumento conta oggi 41 milioni di utilizzatori che nel solo 2024 si sono autenticati 1,2 miliardi di volte. La Carta d’Identità Elettronica (CIE), infatti, stenta a decollare, sebbene sia altrettanto utile quando si tratta di accedere ai servizi della PA. In effetti sarebbe il sostituto ideale, nel caso in cui lo SPID diventasse a pagamento”.
Se stenta a decollare, però, va sottolineato che è per “buone” ragioni, o comunque motivi legittimi. Molti utenti segnalano una maggiore difficoltà d’impiego rispetto allo SPID, che già di suo comporta alcune difficoltà, con riferimento ai tempi di rilascio lunghi in molti Comuni e all’uso tramite smartphone ancora poco intuitivo. Non ci resta che aspettare e vedere quali saranno le prossime mosse dei diversi provider.
