Brutta notizia per Google. Dopo anni di dispute e di udienze nelle aule di tribunale, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato la decisione che impone all’azienda di modificare il funzionamento del Play Store, la piattaforma da cui miliardi di persone scaricano app ogni giorno. Entro il 22 ottobre, Google dovrà introdurre regole più chiare e trasparenti, pensate per tutelare sia gli sviluppatori sia gli utenti finali.
La vicenda nasce dalle accuse di posizione dominante e pratiche anticoncorrenziali che da tempo pendono sul colosso di Mountain View. Nel mirino, soprattutto, le commissioni fino al 30% sugli acquisti in-app, considerate un ostacolo alla concorrenza e un vincolo per gli sviluppatori, costretti a usare esclusivamente i sistemi di pagamento di Google.
Nuovo Play Store, cosa cambia per utenti e sviluppatori
Con la nuova decisione, gli sviluppatori potranno finalmente proporre sistemi di pagamento alternativi, con costi di gestione più bassi e maggiore libertà commerciale. Per gli utenti, questo potrebbe tradursi in prezzi più competitivi e in un ecosistema digitale più aperto in cui farsi strada per scaricare app.
Google ha fatto sapere che si adeguerà alle disposizioni, pur esprimendo dubbi su possibili rischi per sicurezza e privacy: secondo l’azienda, l’apertura a piattaforme esterne potrebbe aumentare il rischio di frodi e pagamenti non sicuri. È una posizione simile a quella che, in passato, aveva criticato in Apple quando i ruoli erano invertiti. Sarà interessante vedere in che modo l’azienda reagirà a sua volta a questi attacchi, quali provvedimenti e posizioni prenderà in merito per attutire il colpo.
In ogni caso, si tratta di una svolta importante per il mercato digitale: un messaggio chiaro che anche i giganti del web non sono al di sopra delle regole. Da fine ottobre, il Play Store potrebbe diventare un luogo più competitivo e trasparente — un cambiamento che, di fatto, apre una nuova fase per l’intero settore delle app.
