In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione

Intel: emerse conseguenze “collaterali” dei licenziamenti
Il problema, segnalato per la prima volta il mese scorso, si è esteso rapidamente a tutte le distribuzioni derivate da Debian. Tra cui Ubuntu, una delle piattaforme più diffuse in ambito desktop e server. La situazione è particolarmente delicata perché i pacchetti abbandonati non sono marginali. Tra essi figurano strumenti come accel-config, utilizzato per configurare i Data Streaming Accelerators dei processori Xeon; qatengine, qatlib e qatzip. I quali gestiscono l’accelerazione QuickAssist nelle operazioni di compressione con OpenSSL. E ancora intel-cmt-cat, impiegato per il monitoraggio della cache. Altri software come intel-lpmd (Low Power Model Daemon) servono a ottimizzare i consumi energetici. Mentre librerie come ipp-crypto e intel-ipsec-mb supportano la crittografia e la sicurezza IPSec. Anche strumenti di diagnostica e gestione, come numatop, psst, thermald e thunderbolt-tools, risultano oggi senza manutenzione.
La mancanza di aggiornamenti per tali componenti può tradursi in un indebolimento dell’intera esperienza “out-of-the-box” per gli utenti Linux che utilizzano hardware Intel. Gli amministratori di sistema si trovano di fronte a un bivio: continuare con versioni obsolete, compilare manualmente i sorgenti o affidarsi a pacchetti generici. Sacrificando così le ottimizzazioni specifiche per i processori dell’azienda. Al momento, nessuno tra i nuovi team interni di Intel né tra i volontari della community si è proposto per colmare il vuoto lasciato dagli sviluppatori uscenti.










