L’azienda di Jeff Bezos non ha ancora fissato il giorno esatto del decollo — si sa, i lanci sono come i gatti, non si svelano finché non sono pronti — ma ha confermato che si tratterà del loro quindicesimo volo con equipaggio. Sarà il solito viaggio lampo da circa dieci minuti, un bel tuffo suborbitale nel deserto del Texas occidentale, giusto il tempo di provare l’ebbrezza dell’assenza di peso e godersi quella vista mozzafiato della curvatura terrestre che ti cambia la prospettiva per sempre.
Cinque volti noti e un anonimo sul prossimo volo Blue Origin
Chi sono questi fortunati? Cinque nomi su sei sono già pubblici e formano un gruppo decisamente eterogeneo:
C’è Jeff Elgin, un imprenditore statunitense che ha fondato una rete, FranChoice, specializzata nel matchmaking tra chi vuole aprire un’attività in franchising e le aziende giuste. Insomma, un facilitatore di affari che ora si prepara a farsi facilitare un viaggio ai confini dell’atmosfera.
Poi abbiamo Danna Karagussova, un’alpinista incallita (già questo ti dice molto sul suo spirito d’avventura) e fondatrice di Portals, una piattaforma che mescola arte e scienza con l’obiettivo di promuovere il benessere digitale. Un bel contrasto: dal digital detox a un’esperienza totalmente immersiva e offline nello spazio.
Non poteva mancare un veterano: il Dr. Clint Kelly III. Ingegnere elettronico e pioniere della robotica, è uno di quelli che, negli anni Ottanta, metteva le basi per la guida autonoma con gli esperimenti alla DARPA. E a quanto pare, il brivido dello spazio gli è piaciuto, perché ha già volato nel 2022 con la missione NS-22, e ora ci torna!
Il team si completa con Aaron Newman, un vero esploratore che, oltre ad essere un ex militare e un fondatore seriale di startup software, è uno dei pochi ad aver partecipato a una spedizione nella Fossa delle Marianne, il punto più profondo dei nostri oceani. È l’uomo che è stato sia al punto più basso che, presto, a quello più alto.
Infine, Vitalii Ostrovsky, un imprenditore ucraino che è praticamente un cittadino del mondo, avendo vissuto in oltre cento Paesi. Adesso, aggiungerà lo spazio alla sua lunghissima lista di posti visitati. Il sesto passeggero, invece, ha scelto di restare anonimo, un’opzione sempre più popolare tra chi vuole l’esperienza estrema senza l’eccessiva ribalta mediatica.
Per Blue Origin l’annuncio dei nuovi passeggeri segna una ripresa in piena regola. Dopo uno stop nel 2022 a causa di un’anomalia, l’azienda è tornata in pista e sta riprendendo lo slancio nel campo del turismo spaziale, continuando a dimostrare che il razzo New Shepard, riutilizzabile e con la sua capsula gonfia di passeggeri, è il cavallo di battaglia per portare i civili oltre la linea di Kármán, la soglia convenzionale dello spazio.
Anche se il prezzo di questi biglietti è un segreto ben custodito (gli analisti parlano di diverse centinaia di migliaia di euro), quello che è certo è che la compagnia ha già spedito oltre 30 persone lassù. Insomma, il turismo spaziale è tornato a pieno regime.
