Ci sono film che restano nel cuore per decenni e portano con sé domande a cui nessuno ha mai davvero risposto. Kiki, consegne a domicilio è uno di quei film. A distanza di 37 anni dalla sua uscita, finalmente sappiamo perché la giovane strega non riesce più a parlare con il suo inseparabile gatto nero Jiji dopo aver riacquistato i poteri magici. A rivelare la spiegazione è stato Toshio Suzuki, cofondatore e produttore di Studio Ghibli, durante una puntata del programma televisivo Friday Roadshow, trasmesso su Nippon TV.
La dichiarazione di Suzuki ha il peso di una rivelazione attesa da una generazione intera di spettatori. Secondo le sue parole, Jiji non è semplicemente un animale domestico che fa compagnia a Kiki. È qualcosa di molto più profondo: una proiezione di sé stessa, un alter ego con cui la protagonista dialoga come se stesse parlando con la propria interiorità. Il fatto che alla fine del film Kiki non riesca più a comunicare con Jiji non rappresenta una perdita, ma un passaggio di crescita. Significa che non ha più bisogno di quello specchio interiore, perché ormai è diventata capace di cavarsela da sola nella città di Koriko.
Un capolavoro nato in un momento cruciale per Studio Ghibli
Questa spiegazione aggiunge uno strato emotivo enorme a un film che già di per sé non ha mai smesso di commuovere chi lo guarda. Kiki, consegne a domicilio uscì in un periodo tutt’altro che facile per lo studio giapponese. Oggi Studio Ghibli è considerato un punto di riferimento assoluto nell’animazione mondiale, ma alla fine degli anni Ottanta la situazione era ben diversa: lo studio faticava ancora a trovare una stabilità finanziaria solida.
Fu il successo di Il mio vicino Totoro, soprattutto grazie al merchandising, a dare una spinta economica decisiva. E subito dopo, Kiki, consegne a domicilio si affermò come una delle opere di fantasia più amate e influenti dell’intero catalogo di Hayao Miyazaki. Un film che ha attraversato generazioni senza perdere nemmeno un briciolo della sua magia.
Miyazaki al lavoro su un nuovo progetto
Nel frattempo, il leggendario regista continua a lavorare nonostante avesse annunciato il ritiro dopo l’uscita de Il ragazzo e l’airone nel 2023. Studio Ghibli non ha ancora svelato dettagli concreti su questo nuovo lungometraggio, ma ha confermato la realizzazione di un cortometraggio diretto da Goro Miyazaki e Akihiko Yamashita, pensato per il parco tematico dedicato a Ghibli. L’uscita di quel corto è prevista per luglio.
