Negli Stati Uniti si apre una nuova competizione tra due dei protagonisti del settore fitness tech. Strava ha intentato una causa contro Garmin. Accusando l’azienda di aver violato una serie di brevetti e di aver superato i limiti di una collaborazione che, per anni, ha unito le due piattaforme. Il procedimento è stato depositato il 30 settembre presso la Corte distrettuale del Colorado. Lo scopo è ottenere un’ingiunzione permanente che vieti a Garmin la vendita di gran parte dei suoi attuali dispositivi.
Nello specifico, quelli dotati di funzionalità legate ai segmenti e alle mappe di calore. Al centro della controversia ci sono i Segments, sezioni di percorso che permettono agli utenti di confrontare i propri tempi su tratti specifici. E le Heatmap, rappresentazioni visive delle aree più frequentate dagli atleti. Strava sostiene di essere la prima a aver sviluppato e brevettato tali tecnologie, con un deposito risalente al 2011 e l’approvazione nel 2015.
Strava porta Garmin in tribunale: ecco i dettagli
Secondo la denuncia, Garmin avrebbe introdotto strumenti analoghi nei propri ciclocomputer Edge e negli smartwatch Forerunner, Fenix ed Epix. I quali sono stati integrati nella piattaforma Garmin Connect senza rispettare i limiti imposti dall’accordo siglato tra le due società nel 2015. L’intesa, nota come Master Cooperation Agreement (MCA), aveva permesso l’integrazione dei Live Segments di Strava nei dispositivi Garmin, rafforzando una collaborazione che sembrava vantaggiosa per entrambe le parti. Eppure, Strava afferma che la controparte avrebbe utilizzato quell’accesso privilegiato per “studiare, copiare e riproporre” le proprie funzioni, trasformandole in strumenti proprietari.
Il contesto, tuttavia, non è privo di ambiguità. Garmin, infatti, aveva introdotto funzioni di heatmap già nel 2013, prima che Strava depositasse i propri brevetti. Questa sovrapposizione temporale potrebbe complicare la valutazione delle rivendicazioni, aprendo il campo a un confronto tecnico e legale che si preannuncia complesso. Strava, nel frattempo, sottolinea che un risarcimento economico da solo non basta, chiedendo al tribunale di bloccare la commercializzazione dei prodotti incriminati.
