Nel dibattito internazionale sulla sicurezza digitale, l’attenzione si concentra sempre più sui rischi. In particolare, quelli legati all’autonomia delle macchine intelligenti. Robot capaci di muoversi, osservare e comunicare sono ormai parte integrante di università, industrie e perfino corpi di polizia. Ma il loro rapido inserimento negli spazi pubblici non è stato accompagnato da un adeguato controllo sulla protezione dei dati e delle reti a cui si connettono. A tal proposito, è emerso un allarme lanciato da due esperti di sicurezza informatica, Andreas Markis e Kevin Finisterre. Tale scenario riaccende il dibattito su quanto i dispositivi robotici siano realmente protetti da intrusioni esterne. I due ricercatori hanno scoperto, infatti, gravi falle nei modelli prodotti da Unitree Robotics. La vulnerabilità, individuata nel protocollo Bluetooth Low Energy (BLE) utilizzato per configurare la connessione WiFi, consentirebbe a malintenzionati di ottenere il controllo dei robot in pochi istanti.
Unitree Robotics al centro di una falla per la sicurezza
Il difetto, ribattezzato UniPwn exploit, riguarda i modelli Go2, B2, G1 e H1. La criticità non è solo tecnica: l’uso di chiavi di crittografia identiche e già trapelate online permette di accedere a ogni unità con estrema facilità. Trasformando così un singolo robot in potenziale punto di ingresso per un attacco su larga scala. In scenari estremi, spiegano gli esperti, un robot infettato potrebbe agire come parte di una botnet mobile, propagando l’attacco ad altri dispositivi nelle vicinanze.
Particolarmente controversa è la scoperta che il modello G1 invii automaticamente dati a server situati in Cina ogni cinque minuti, senza avvisare l’utente. Una dinamica che solleva interrogativi sulla trasparenza delle comunicazioni e sulla possibilità di sorveglianza non dichiarata. Anche se il test condotto dai ricercatori si è limitato a un riavvio remoto, il potenziale di manipolazione resta elevato.
Il caso Unitree, più che un episodio isolato, appare come un campanello d’allarme per l’intero settore. In un futuro in cui i robot opereranno in ambienti sensibili e interagiranno direttamente con le persone, la protezione delle reti diventa un elemento cruciale per evitare che la robotica si trasformi in un nuovo terreno di vulnerabilità.
