
Google Pixel 10
Con Pixel 10 ormai sul mercato e il debutto del Tensor G6 all’orizzonte, Google sembra intenzionata a riscrivere le fondamenta del suo hardware proprietario. Le prime indiscrezioni provenienti da ambienti vicini alla divisione gChips suggeriscono infatti una svolta significativa: la prossima generazione di chip Tensor potrebbe abbandonare i modem Samsung Exynos per affidarsi al nuovo MediaTek M90, un componente che promette di risolvere due dei problemi storici della linea Pixel — l’efficienza energetica e la connettività 5G.
È un cambiamento che, se confermato, segnerebbe la fine della collaborazione diretta con Samsung sul fronte modem, mantenendo però l’impronta di TSMC per la produzione del processore principale. Una mossa che potrebbe portare benefici tangibili all’esperienza d’uso quotidiana e consolidare l’indipendenza tecnologica del colosso di Mountain View.
Il “tallone d’Achille” dei Pixel: modem e autonomia
Chi segue da vicino la famiglia Pixel sa che il modem Exynos è stato spesso il punto debole delle precedenti generazioni. Nonostante i miglioramenti introdotti con il Tensor G5 e la produzione a 3 nm, i problemi di calore e consumo eccessivo durante l’uso in 5G non sono mai scomparsi del tutto.
Il MediaTek M90, annunciato al MWC 2025, si presenta invece come una soluzione moderna e matura, capace di raggiungere velocità di download fino a 12 Gbps, con supporto al dual 5G attivo e persino alla connettività satellitare, ormai considerata imprescindibile nei flagship di nuova generazione.
Oltre alla pura velocità, il vantaggio più interessante risiede però nella gestione energetica: secondo i dati ufficiali, il modem M90 consuma fino al 18% in meno rispetto ai modelli precedenti di MediaTek, un dato che potrebbe tradursi in autonomie più lunghe e minore dissipazione termica.
Un Tensor G6 tutto nuovo: meno Exynos, più TSMC e MediaTek
Le informazioni trapelate finora collocano il Tensor G6 — nome in codice Malibu — in una fase avanzata di test. Google starebbe lavorando su diverse varianti, tra cui una basata sul processo N3P di TSMC, lo stesso utilizzato per i chip A19 di Apple, e un’altra sperimentale a 2 nanometri, con l’obiettivo di ottenere un salto generazionale reale dopo l’iterazione prudente del Tensor G5.
L’integrazione con il modem MediaTek M90 segnerebbe inoltre il primo impiego di componenti MediaTek su un Pixel di fascia alta, rompendo una tradizione che vedeva Google legata mani e piedi all’ecosistema Samsung. È un segnale di maturità industriale: l’azienda non dipende più da un singolo partner per lo sviluppo del suo hardware.
