A poco più di un mese e mezzo dal debutto sul mercato, i Google Pixel 10 entrano ufficialmente nel catalogo di iFixit. Ovvero la piattaforma di riferimento mondiale per la riparazione fai-da-te. La collaborazione tra il colosso di Mountain View e la community continua a rafforzarsi, confermando l’impegno del primo nel rendere i propri dispositivi più sostenibili e riparabili nel lungo periodo. Un obiettivo coerente con la politica di supporto software esteso fino a sette anni, introdotta ormai come standard.
I nuovi Pixel, pur essendo stati criticati da parte del pubblico per il design considerato troppo conservativo, nascondono un’importante evoluzione interna. Il nuovo sistema di rimozione della batteria, infatti, semplifica notevolmente le operazioni di sostituzione. Ciò in particolare grazie a un layout interno più ordinato e a una riduzione del numero di viti rispetto alla concorrenza. Tutti i modelli, dal Pixel10 base fino al 10 Pro XL, ottengono un grado di riparabilità “B”. Un punteggio molto positivo che dimostra la volontà di Google di allinearsi alle nuove direttive europee sul diritto alla riparazione.
Google Pixel 10: cala il prezzo di alcuni componenti, altri diventano più costosi
La disponibilità dei pezzi originali riguarda tutte le varianti della serie, ma non mancano differenze rispetto ai modelli del 2024. Il Google Pixel 10 standard, ad esempio, mostra alcune variazioni contrastanti. Nello specifico, il vetro posteriore costa circa 300€ in più, mentre il display scende di prezzo di una cifra simile. Batterie, fotocamere e porte USB-C restano invece stabili, segno di una certa coerenza nella produzione dei componenti.
Per quanto riguarda i modelli di fascia più alta, Pixel 10 Pro e 10Pro XL, le oscillazioni diventano più evidenti. Lo schermo registra un aumento medio di 40€, ma si nota un calo importante nelle fotocamere posteriori, con risparmi fino a 60-70€ rispetto ai pezzi del Pixel 9 Pro. Anche la batteria risulta più accessibile, mentre la parte posteriore subisce lievi aumenti dovuti ai nuovi materiali e al processo di produzione più accurato.
Manca all’appello soltanto il Pixel10 ProFold, il terzo pieghevole della casa, non ancora disponibile nei listini iFixit ma atteso a breve, come già accaduto per i precedenti modelli. Nel complesso, il bilancio è positivo. Google sembra aver trovato un equilibrio tra durabilità, semplicità di manutenzione e disponibilità dei ricambi, aprendo la strada a un futuro in cui la sostituzione autonoma dei componenti non sarà più un’eccezione, ma una prassi comune.
