Il prossimo lancio del razzo New Glenn rappresenta un momento chiave per le ambizioni spaziali di Blue Origin. Dopo il debutto avvenuto a gennaio, concluso con l’ingresso in orbita ma senza il recupero del primo stadio, l’azienda di Jeff Bezos torna in rampa di lancio con un obiettivo ben preciso. Far atterrare il booster integro. La nuova finestra di lancio è fissata non prima di novembre da Cape Canaveral. A bordo ci saranno due satelliti della NASA destinati allo studio dell’atmosfera superiore di Marte. Un carico che aggiunge valore scientifico a una missione già densa di attese.
Verso la Luna con il razzo New Glenn: tutto dipende dal prossimo atterraggio
Ma il vero banco di prova sarà l’atterraggio controllato del primo stadio. Un elemento cruciale per l’intero modello operativo di Blue Origin. Il vettore, battezzato con l’ironico nome “Never Tell Me The Odds”, dovrà riuscire là dove ha fallito a gennaio, quando tre motori BE-4 non si riaccesero per la manovra finale e il razzo finì nell’oceano. Gli ingegneri, da allora, hanno introdotto sette modifiche tecniche, in particolare nei sistemi di propulsione e nella gestione dei flussi interni. “Abbiamo imparato molto. Siamo fiduciosi di riuscirci”, ha dichiarato Pat Remias. Il vicepresidente dei sistemi spaziali di Blue Origin.
Il recupero del booster sarà determinante anche per il futuro prossimo della compagnia. Se tutto andrà secondo i piani, lo stesso primo stadio sarà riutilizzato a gennaio per il terzo volo del New Glenn. In quella occasione, il carico sarà il lander lunare Blue Moon Mark 1. Un veicolo alto otto metri e progettato per trasportare fino a tre tonnellate di materiali. Il lander è già stato assemblato ed entrerà presto nella fase di test in camera a vuoto presso il centro NASA di Houston.
Blue Origin punta a riutilizzare un booster entro 90 giorni dal rientro. Un traguardo quindi ambizioso che potrebbe garantire un vantaggio strategico anche per ottenere la certificazione dalla US Space Force per i futuri lanci militari. Tuttavia, la concorrenza è agguerrita. SpaceX mantiene un ritmo più elevato di produzione. Mentre la Cina accelera i preparativi per un allunaggio umano entro il 2030. In questo contesto, ogni missione conta. Per Blue Origin, il prossimo volo del New Glenn è più di un test. È una vera e propria scommessa sul futuro della presenza americana sulla Luna.
