La competizione per il controllo delle reti satellitari a bassa orbita terrestre si è trasformata in un fattore predominante della nuova economia spaziale. L’obiettivo è offrire connettività globale a banda larga. Ciò, in particolare, alle regioni che oggi rimangono escluse da infrastrutture terrestri efficienti. In tale scenario si inserisce con forza Project Kuiper, l’iniziativa di Amazon che ambisce a garantire un ruolo di primo piano all’interno di un settore già affollato da operatori internazionali. La strategia dell’azienda guidata da Jeff Bezos si fonda su una rete di oltre 3.200 satelliti. I quali sono destinati a orbitare a quote comprese tra i 465 e i 630 chilometri. Quella di Amazon è una scommessa industriale che mira a sottrarre quote di mercato a competitor come Starlink, OneWeb. La differenza, per l’azienda di Bezos, risiede nella velocità di dispiegamento. Un ritmo di lanci serrato, frutto di accordi con due partner di primo livello, United Launch Alliance e SpaceX.
Amazon: nuove prospettive per Project Kuiper
La collaborazione con SpaceX, in particolare, colpisce per la sua natura paradossale. Il principale concorrente diretto diventa anche fornitore strategico. È stato, infatti, un Falcon 9 a portare in orbita 24 satelliti l’11 agosto scorso, e sarà ancora un Falcon 9 a decollare da Cape Canaveral l’8 ottobre 2025, con un carico analogo. La missione, denominata KF-03, consentirà di raggiungere la soglia di 153 satelliti già dispiegati. Un traguardo significativo considerando che il progetto è iniziato appena ad aprile con il lancio inaugurale su razzo Atlas V.
Non meno rilevante è l’infrastruttura a terra. Amazon ha scelto la Florida per costruire un centro operativo da 140 milioni di euro, situato all’interno del Kennedy Space Center. Qui i satelliti vengono assemblati e testati, in una struttura progettata per gestire fino a tre campagne di lancio contemporanee. Tale nodo logistico rappresenta il centro della scalabilità del programma. Se i tempi saranno rispettati, i primi servizi commerciali potrebbero arrivare entro la fine del decennio.
