C’è una nuova corsa nello spazio, ma stavolta non si parla di colonizzare Marte o di piantare bandierine su pianeti lontani. Si parla di internet. Sì, proprio lui: quel filo invisibile che ci tiene collegati con il mondo, che ci permette di fare call su Zoom anche se siamo in pigiama, di guardare video di gatti alle tre di notte o, più seriamente, di lavorare, studiare, restare connessi anche nei posti più remoti. E in questa corsa, dopo il dominio assoluto di Starlink, adesso anche Amazon vuole dire la sua.
Project Kuiper accelera: il satellite Amazon arriva dove la rete non esiste
Il progetto si chiama Project Kuiper e, a dirla tutta, è ancora agli inizi. Al momento i satelliti in orbita sono appena 78, un numero minuscolo se paragonato agli oltre 8.000 di Starlink. Ma la notizia interessante è che Amazon ha appena firmato un accordo con NBN Co, l’azienda statale australiana per la banda larga, per portare la connessione là dove di solito non arriva nemmeno il postino. Parliamo di più di 300.000 persone che vivono in aree rurali, spesso isolate, dove una rete stabile è ancora un sogno lontano.
Ed è proprio qui che Kuiper vuole fare la differenza. Il piano è attivare il servizio in Australia entro il 2026, ma Amazon ha già dichiarato che punta a partire con i primi clienti già alla fine del 2025. Quindi sì, il conto alla rovescia è cominciato.
Certo, ci sono ancora molti dettagli che restano nel vago: non si sa quali saranno i primi paesi serviti, né quanto costerà effettivamente il servizio (e i terminali per collegarsi). Però la direzione è chiara. E il prossimo lancio, fissato per il 7 agosto, sarà un altro passo in avanti.
In sostanza, la situazione è questa: Starlink ha aperto la strada, ma Amazon non vuole restare a guardare. Con Kuiper, punta a costruire una rete alternativa, capace di connettere anche i luoghi più difficili da raggiungere. E se tutto va secondo i piani, tra qualche anno potremmo avere più di un modo per connetterci, anche dal mezzo del nulla.
