Di recente, il settore smartphone ha mostrato segnali contrastanti tra innovazione e sostenibilità economica. In tale scenario si inserisce la decisione di Xiaomi di pubblicare sul proprio portale ufficiale i prezzi di riparazione. Quest’ultimi sono relativi ai nuovi modelli 17 Pro e 17 Pro Max (al momento disponibili solo in Cina). Un’iniziativa che appare come una mossa strategica verso la trasparenza. Il listino rivela un quadro variegato. Alcuni componenti fondamentali hanno prezzi contenuti. Mentre altri rappresentano una spesa significativa.
Quanto costa riparare i nuovi Xiaomi 17 Pro e 17 Pro Max?
La sostituzione della batteria, ad esempio, si attesta sui 199 yuan, circa 28 euro. Allo stesso modo, accessori come il caricatore (55 yuan) o il cavo dati (19 yuan) restano su livelli accessibili. Così come gli speaker, proposti a 15 e 25 yuan a seconda della posizione. Il discorso cambia quando si analizzano i componenti più sofisticati. La sostituzione delle fotocamere segna un salto di prezzo. Il modulo principale del 17 Pro viene valutato 450 yuan (circa 53 euro). Mentre il periscopico del Pro Max si ferma a 350 yuan (42 euro). Più contenuto il costo della fotocamera frontale, con 65 yuan.
Tra gli elementi più onerosi spiccano i display e la scheda madre. Nel primo caso, i prezzi oscillano tra 990 e 1050 yuan (118-125 euro). Il vero nodo è rappresentato dalla scheda madre. Si parte da 2730 yuan (circa 325 euro) per il 17 Pro da 12+256 GB. Fino a raggiungere 3450 yuan (oltre 400 euro) per il Pro Max da 16 GB + 1 TB. Una spesa che, in alcuni casi, supera la metà del valore del dispositivo. Scenario che solleva interrogativi sulla convenienza effettiva della riparazione rispetto all’acquisto di un nuovo modello.
La scelta di pubblicare i listini ufficiali rappresenta un passo avanti nella relazione tra produttore e cliente. In un’epoca in cui il dibattito sul diritto alla riparazione guadagna spazio a livello globale, l’approccio adottato da Xiaomi appare come un segnale di apertura. Resta ora da capire se tale trasparenza verrà replicata in mercati internazionali.
