Nel cuore del Tennessee, un vecchio impianto a carbone sta per rinascere in una veste completamente nuova. Lì dove per decenni si bruciava combustibile fossile, presto potrebbe accendersi una luce diversa: quella della fusione nucleare. È questa l’idea ambiziosa della Tennessee Valley Authority (TVA) e di Type One Energy, che hanno scelto il sito dismesso di Bull Run, vicino a Knoxville, per costruire una centrale da 350 megawatt elettrici.
Infinity Two e lo stellarator: Bull Run diventa laboratorio nucleare
C’è qualcosa di poetico in questa trasformazione: un luogo simbolo dell’energia sporca diventa il laboratorio di una tecnologia che promette di essere pulita, sicura e potenzialmente inesauribile. E la scelta non è casuale: Bull Run ha ancora collegamenti diretti con la rete elettrica e l’accesso al fiume Clinch, perfetto per il raffreddamento. Invece di partire da zero, si riparte da ciò che già esiste, con un messaggio chiaro: il futuro può crescere anche sulle fondamenta del passato.
Il progetto si chiama Infinity Two e userà la tecnologia stellarator, meno famosa del tokamak ma altrettanto affascinante. Invece di un campo magnetico simmetrico, lo stellarator ne usa uno intrecciato e complesso, che tiene il plasma incandescente stabile più a lungo. È un po’ come domare una tempesta con un vortice ordinato: difficile, ma se ci riesci, l’energia è continua e prevedibile, proprio ciò che serve per una rete elettrica affidabile.
Prima di arrivare a Infinity Two, TVA e Type One stanno sperimentando con un prototipo più piccolo, Infinity One, in Alabama. Lì si studiano tecniche di costruzione e materiali che serviranno per l’impianto finale, ma anche per formare i tecnici di domani. Perché non si tratta solo di creare una centrale, ma di costruire un’intera industria.
Per TVA, che già integra solare ed eolico, la fusione è il tassello mancante per avere energia sempre disponibile e senza emissioni. Se tutto va come previsto, il primo reattore dimostrativo potrebbe entrare in funzione a metà degli anni Trenta. Sarebbe un traguardo enorme, non solo per il Tennessee, ma per tutto il settore energetico.
E pensare che, fino a poco tempo fa, quello stesso terreno serviva a bruciare carbone. Oggi, invece, promette di accendere il futuro.
