Il team di WhatsApp continua ad ampliare le possibilità di utilizzo della piattaforma. Di recente infatti gli sviluppatori stanno lavorando senza sosta a nuove funzioni e al miglioramento dell’esperienza d’uso complessiva. Dopo aver introdotto diversi strumenti di personalizzazione e controllo della privacy, l’attenzione si concentra ora sugli aggiornamenti di stato, una delle aree su cui l’app sta investendo di più.
Nelle ultime ore è stata rilasciata la versione 2.25.27.5 beta per Android. Quest’ ultima introduce una novità destinata a cambiare il modo in cui le persone interagiscono con i contenuti condivisi dai propri contatti. Si tratta della ricondivisione degli stati. Tale funzione è stata sviluppata in modo da rispettare la privacy. L’opzione infatti compare solo se l’autore originale ha deciso di abilitarla nelle proprie impostazioni. In questo modo, il controllo resta sempre nelle mani di chi pubblica.
Come funziona la ricondivisione degli stati su WhatsApp
L’obiettivo di WhatsApp è quindi quello rendere gli stati non soltanto uno spazio per aggiornamenti veloci e contenuti temporanei, ma anche uno strumento di interazione e diffusione, rafforzando l’aspetto social della piattaforma.
Con l’arrivo della nuova beta, alcuni utenti hanno iniziato a sperimentare la funzione. Quando si crea o si modifica un aggiornamento di stato, all’interno dell’editor compare un nuovo pulsante che consente di stabilire se quel contenuto potrà essere ricondiviso da altri. Il pulsante è stato posizionato nello stesso menù in cui si seleziona il pubblico dello stato, così da rendere il percorso più familiare e intuitivo. Se l’autore sceglie di abilitare la ricondivisione, ogni contatto che ha accesso allo stato potrà ripubblicarlo nel proprio feed di aggiornamenti.
Al momento non ci sono date precise sul rilascio globale della funzione. L’attivazione su larga scala dipenderà dai risultati dei test in corso e dall’eventuale feedback della community. Insomma, con questa mossa, WhatsApp sembra voler richiamare, in un certo senso, alcune delle funzionalità già viste su piattaforme come Instagram e Facebook. Su questi social infatti la ricondivisione dei contenuti rappresenta uno degli strumenti chiave per la diffusione delle informazioni e la crescita della propria visibilità.
