Tra le date da segnare in rosso nel calendario degli appassionati di spazio, ce n’è una che fa vibrare gli animi: il 13 aprile 2029. Quel giorno l’asteroide Apophis, soprannominato “Dio del Caos”, passerà vicinissimo alla Terra. Non ci sarà nessun impatto, ma la sua distanza sarà inferiore a quella dei satelliti geostazionari, il che lo rende una vera e propria opportunità per scrutare un gigante roccioso da vicino, quasi fosse a portata di mano. E naturalmente, nessuno vuole lasciarsi sfuggire questa occasione: tre missioni spaziali si stanno preparando a seguirlo come detective cosmici, ciascuna con strumenti e obiettivi diversi.
ESA, NASA e Giappone uniti per monitorare l’incontro ravvicinato di Apophis
L’Europa ha deciso di giocarsi la carta della missione Ramses – Rapid Apophis Mission for Space Safety – un progetto dell’ESA che riprende alcune delle tecnologie usate da Hera, la sonda gemella del programma NASA DART. Ramses dovrebbe partire nella primavera del 2028, giusto in tempo per prepararsi all’incontro ravvicinato. L’obiettivo? Studiare orbita, struttura interna e superficie dell’asteroide e capire come le forze mareali della Terra possano influenzarlo durante il passaggio. Un dettaglio affascinante: due cubesat, piccoli satelliti, verranno rilasciati poco prima dell’incontro, e uno potrebbe addirittura tentare un atterraggio con strumenti come sismometro e magnetometro. Non male per un blocco di metallo volante, vero?
Anche il Giappone non vuole restare a guardare e porta la sua missione DESTINY+, pensata inizialmente per studiare l’asteroide 3200 Phaethon. Ritardi e modifiche hanno portato a includere Apophis nel percorso della sonda, che decollerà con il razzo H3, lo stesso che trasporterà Ramses. Dall’altra parte dell’Atlantico, la NASA punta su OSIRIS-APEX, evoluzione naturale di OSIRIS-REx, la sonda che ha riportato a Terra campioni dall’asteroide Bennu. La missione è già in viaggio, ma il suo destino dipende dai finanziamenti federali e da eventuali tagli di bilancio, il che aggiunge un po’ di suspense politica alla corsa cosmica.
Quando Apophis passerà vicino, le tre missioni permetteranno di osservarlo da prospettive differenti, massimizzando i dati scientifici raccolti. E non è solo una questione di scienza: circa 2 miliardi di persone potranno vedere l’asteroide attraversare il cielo a occhio nudo, trasformando un evento scientifico in uno spettacolo globale. Sarà una di quelle giornate in cui la Terra, per qualche ora, sembra più piccola e lo spazio molto più vicino.
