Il mondo dello streaming vive una fase di espansione senza precedenti. Trainato dalla crescita costante del traffico video online. La necessità di gestire enormi quantità di dati senza sovraccaricare le reti ha reso i codec strumenti essenziali, capaci di comprimere e trasmettere contenuti audiovisivi con un equilibrio delicato tra efficienza e qualità. In tale contesto, l’Alliance for Open Media (AOMedia) ha presentato una novità destinata a incidere profondamente sul settore. Si tratta del successore ufficiale di AV1, l’AV2, il cui arrivo è previsto per la fine del 2025.
Arriva il codec AV2: ecco i dettagli emersi
La scelta non rappresenta soltanto un aggiornamento tecnico, ma un passo strategico. AV1 aveva già segnato un progresso significativo rispetto a standard come VP9 e H.264. Offrendo nei test un miglioramento fino al 50% rispetto a x264, secondo rilevazioni di Meta. L’attesa intorno ad AV2 si concentra proprio sulla capacità di spingersi oltre tali risultati, con tassi di compressione più elevati e un impatto diretto sulla fruizione quotidiana dei contenuti digitali.
Dopo un avvio lento, il supporto si è consolidato grazie all’accelerazione hardware. Oggi garantita da schede grafiche come le Nvidia GeForce RTX 40, i modelli AMD RDNA 3 e le Intel Xe 2. Per un codec, il sostegno diretto a livello di chip è infatti determinante: solo così si possono sfruttare appieno le sue potenzialità. È quindi plausibile che i principali produttori di hardware accompagneranno rapidamente l’introduzione di AV2, assicurando compatibilità su computer, smartphone e smart TV.
Le applicazioni concrete del nuovo codec vanno oltre lo streaming classico. Con AV2 sarà possibile gestire in maniera più fluida video ad alta risoluzione, riducendo il consumo di banda senza compromettere l’esperienza visiva. Le prospettive includono anche settori emergenti come la realtà aumentata, la realtà virtuale e le esperienze multischermo. Scenari in cui la capacità di trasmettere immagini complesse e interattive diventa cruciale.
Uno degli aspetti più rilevanti rimane la natura royalty-free del codec. A differenza di soluzioni come H.265 (HEVC), ostacolate dalla complessità e dai costi delle licenze, AV1 prima e AV2 ora si pongono come standard aperti, accessibili senza barriere economiche. Tale approccio favorisce non solo i grandi protagonisti del settore, ma anche startup e aziende minori, che possono integrare la tecnologia senza dover affrontare spese di ingresso proibitive. L’arrivo del codec AV2 non segna solo una tappa tecnica, ma apre la strada a un ecosistema in cui qualità, accessibilità e innovazione andranno di pari passo.
