Un progetto musicale anonimo, denominato Cantoscena, ha raggiunto la Top 50 di Spotify e ottenuto ampia visibilità su TikTok generando, attraverso l’intelligenza artificiale, canzoni inedite che replicano lo stile della musica italiana tra gli anni Sessanta e Ottanta, caratterizzate da testi espliciti e biografie fittizie per artisti inesistenti.
Il fenomeno Cantoscena: brani vintage e testi audaci
Il progetto si fonda su una premessa narrativa elaborata: il presunto ritrovamento, a marzo 2025, degli archivi completi di un’etichetta discografica dimenticata, la “Cantoscena”. L’archivio, secondo la storia di finzione, sarebbe stato scoperto in una villa sui colli senesi dopo la morte del proprietario e conterrebbe decenni di musica mai pubblicata.
Le canzoni prodotte mimano fedelmente le sonorità di generi come la discomusic, l’eurodance e la musica melodica sanremese di quel periodo. Tuttavia, si distinguono per i loro testi, che contengono riferimenti sessuali diretti e un linguaggio considerato troppo audace per l’epoca che intendono rappresentare. Brani come “Amore nero”, “Il sapore del tuo seme” e “Aprimi il ‘didietro'” utilizzano questo anacronismo come elemento centrale della loro identità artistica.
La costruzione di un universo narrativo
L’operazione non si limita alla produzione musicale. Ogni artista fittizio del catalogo Cantoscena è dotato di una biografia dettagliata e di una copertina personalizzata. Ad esempio, la cantante Rossella de “Il sapore del tuo seme” viene presentata come Rosalba Donfanti, un’artista della provincia di Viterbo la cui carriera si sarebbe interrotta bruscamente, costringendola a un ritiro a vita privata. Analogamente, Vera Luna, pseudonimo di Silvana Zanrusso da Treviso, viene descritta come l’interprete di un brano talmente controverso da generare un dibattito interno alla stessa (fittizia) etichetta discografica.
Dalla viralità su TikTok alle classifiche di Spotify
Nato come un esperimento su piattaforme come TikTok, il progetto Cantoscena ha rapidamente guadagnato popolarità, trasformandosi in un caso di studio sulla viralità online. Il successo dei brani ha permesso loro di entrare nella classifica Top 50 italiana della piattaforma di streaming Spotify, un risultato notevole per un’operazione basata su artisti e canzoni inesistenti.
Questo risultato è stato possibile anche grazie a un’apparente lacuna nelle policy di moderazione dei contenuti. Mentre le piattaforme social applicano regole molto rigide sulle immagini e i video con contenuti espliciti, i sistemi di controllo sembrano essere meno restrittivi nei confronti di testi musicali audaci, specialmente se in lingua italiana e veicolati da doppi sensi.
Contesto: la musica nell’era dell’intelligenza artificiale
Il progetto Cantoscena si inserisce nel più ampio dibattito sull’impiego dell’intelligenza artificiale in campo creativo. Negli ultimi anni, tecnologie simili sono state utilizzate per generare “deepfake” vocali di artisti famosi o per creare composizioni originali, sollevando questioni complesse sul diritto d’autore e sull’autenticità dell’espressione artistica. Fonte di questo contesto è il dibattito pubblico e la cronaca specializzata sul tema della IA generativa nella musica.
