Una delle funzioni più richieste dagli utenti Google Pixel sta finalmente arrivando. Si tratta della registrazione nativa delle chiamate tramite l’app Google Telefono. Dopo anni di assenza, il colosso di Mountain View ha cambiato posizione e ha aggiornato in silenzio la pagina ufficiale di supporto, includendo i Pixel tra i dispositivi compatibili. La novità non riguarda la funzione “Call Notes” basata su intelligenza artificiale, limitata agli Stati Uniti, ma una vera e propria opzione integrata nell’app.
La conferma è arrivata anche da Reddit, dove un utente ha mostrato un Pixel 9a con l’opzione già attiva nelle impostazioni. Da lì è stato possibile accedere a un menù dedicato, che consente di gestire le registrazioni, stabilire intervalli per l’eliminazione automatica e persino avviare la registrazione automatica delle chiamate con i non-contatti o con una lista selezionata di numeri.
Registrazione delle chiamate sui Pixel: requisiti, limiti e modalità di utilizzo
Secondo la pagina di supporto aggiornata, la funzione è disponibile a partire da Pixel 6 con Android 14 o versioni successive. Due sono i requisiti principali, ovvero avere installata l’ultima versione dell’app Telefono e trovarsi in un Paese dove la registrazione è consentita. Google specifica che la disponibilità è “ampiamente diffusa”, ma non universale. L’Italia sembra rientrare tra i mercati compatibili, anche se la distribuzione è graduale e non tutti gli utenti hanno ricevuto la funzione.
Attivarla è semplice. Durante una chiamata, accanto ai tasti “Tastierino”, “Vivavoce” e “Silenzia”, compare il pulsante “Assistenza chiamate”. Da lì è sufficiente selezionare “Registrazione della chiamata” per avviare il processo. Per interromperlo, basta tornare allo stesso menù e scegliere “Interrompi”. Una volta registrate, le chiamate possono essere archiviate, ascoltate o eliminate con un solo click.
Per chi volesse anticipare i tempi, resta valida l’opzione di entrare nel Programma Beta di Google Telefono o scaricare manualmente gli APK da portali specializzati come APKMirror. La distribuzione ufficiale però è già in corso e nei prossimi mesi dovrebbe raggiungere pian piano tutti i dispositivi compatibili. Con questa mossa, Google sembra così voler rispondere a una vecchia richiesta degli utenti Pixel, allineando i propri smartphone a quanto già disponibile da tempo su modelli di altri produttori Android. Resta da capire se la funzione diventerà universale o se continuerà a risentire di limitazioni legate alle normative locali.
