Casio porta oltreoceano uno dei suoi progetti più particolari e dolci: Moflin, un piccolo robot peloso che ricorda un criceto gigante e soffice. Dopo aver conquistato il Giappone, il robot approda nel Regno Unito e negli Stati Uniti, con preordini già attivi sul sito ufficiale americano a circa 449 dollari e la distribuzione prevista dal primo ottobre. Moflin non è un robot domestico nel senso tradizionale: non cammina per casa né esplora l’ambiente come un Aibo di Sony, ma il suo obiettivo è più sottile, più emotivo. Il piccolo robot si limita a muovere la testa, inclinare il muso e ruotarlo lateralmente, producendo suoni delicati, ma attraverso questi gesti riesce a trasmettere una gamma di emozioni che punta a rassicurare e creare un legame con chi lo tiene in braccio.
Moflin trasforma le interazioni semplici in legami emotivi
Il vero cuore del progetto è l’intelligenza artificiale. Sensori nascosti sotto il pelo percepiscono carezze e contatti, mentre un sistema di riconoscimento vocale distingue le persone con cui Moflin interagisce. Col passare del tempo, il robot sviluppa una personalità propria: può diventare vivace ed espressivo se stimolato frequentemente, o restare più timido e silenzioso se trascurato. Non esiste un pulsante per resettare il carattere acquisito: come un animale vero, richiede attenzione e cura costante fin dal primo momento.
Anche il design della ricarica è studiato per rafforzare il legame emotivo. La base wireless assomiglia a un piccolo lettino, e quando Moflin vi è appoggiato sembra dormire profondamente, aggiungendo un tocco di realismo e affetto alla routine quotidiana. Casio lo definisce una “presenza rassicurante”, pensata per chi desidera la compagnia di un animale senza potersi occupare di uno in carne e ossa.
Il prezzo lo colloca in una fascia alta del mercato, e resta da vedere se il pubblico occidentale sarà disposto a investire una cifra simile per un robot che non cammina, non risponde a comandi complessi e ha funzioni limitate. Tuttavia, il fascino di Moflin non sta tanto nella tecnologia, quanto nella capacità di evocare affetto e attenzione in un mondo sempre più digitale e distante dal calore delle relazioni reali. È un esperimento curioso, una prova che la tecnologia può insinuarsi nella sfera emotiva, e adesso si prepara a misurarsi con i cuori degli utenti americani e britannici, portando un po’ di dolcezza robotica anche oltre i confini del Giappone.
