C’è una nuova corsa allo spazio che non si combatte più soltanto con bandiere piantate sulla Luna, ma con razzi che devono decollare, rientrare e ripartire ancora e ancora, abbattendo i costi e aumentando la frequenza dei lanci. In questo scenario, la cinese Space Pioneer sta cercando di conquistarsi un posto accanto al gigante indiscusso del settore, la SpaceX di Elon Musk.
Tianlong-3 pronto a sostenere le costellazioni satellitari cinesi
Il suo razzo Tianlong-3 non è soltanto un progetto ambizioso: è la scommessa di un Paese che vuole ridurre il divario con gli Stati Uniti nella corsa ai vettori riutilizzabili. Dopo il clamoroso incidente dello scorso anno, quando un test si trasformò in un’esplosione spettacolare sulle colline vicine alla base, l’azienda è tornata a far parlare di sé. Questa volta con una notizia incoraggiante: la prova a piena scala dei motori è stata completata con successo. Nove propulsori Tianhuo-12 hanno spinto insieme per 35 secondi, generando una forza mostruosa, oltre mille tonnellate di spinta, su una piattaforma galleggiante al largo della provincia di Shandong.
Il Tianlong-3 è alto quanto un grattacielo medio, 72 metri, e progettato per trasportare fino a 18 tonnellate in orbita terrestre bassa. Non è un dettaglio da poco, perché significa poter competere direttamente con il Falcon 9, che da oltre dieci anni detta le regole del gioco nei lanci commerciali. . Per ora, però, siamo appena agli inizi: meno dell’uno per cento di questi satelliti è stato lanciato. Senza un vettore affidabile, il progetto rischia di restare sulla carta.
La Cina accelera nella corsa ai vettori riutilizzabili
Space Pioneer non è l’unica a inseguire il sogno del riuso. LandSpace e la colossale China Aerospace Science and Technology Corporation stanno sviluppando razzi simili, tutti con l’obiettivo di replicare la formula vincente inaugurata da SpaceX. I risultati, però, non sono sempre stati all’altezza delle aspettative: esplosioni, fallimenti e test rimasti avvolti nel silenzio mostrano quanto la strada sia tutt’altro che lineare.
Nonostante tutto, la pressione politica e strategica è enorme. Per Pechino, riuscire a ridurre il divario con gli Stati Uniti significa conquistare un vantaggio tecnologico e commerciale decisivo. Se i nuovi razzi entreranno davvero in servizio nei prossimi anni, il panorama dei lanci spaziali potrebbe cambiare più rapidamente di quanto sembri oggi.
