Di solito è stata descritta come un corpo celeste fermo, privo di qualsiasi scossa vitale. La Luna, simbolo di immobilità e silenzio, sembra invece custodire un’attività nascosta. A dimostrarlo è un’analisi scientifica che ha individuato segni concreti di movimenti recenti. Si tratta di 245 tracce lasciate da massi che, scivolando giù per i pendii dei crateri. Le quali hanno inciso il terreno con linee chiare e fresche. A prima vista possono sembrare semplici graffi sulla superficie, ma per i ricercatori rappresentano molto di più. Sono, piuttosto, indizi che raccontano una Luna ancora viva. La differenza cromatica tra il materiale superficiale e quello riportato alla luce dai crolli permette di distinguere tali cicatrici dal resto del paesaggio grigio. Non si tratta di segni antichi, ma di frane relativamente recenti, accadute nel corso di centinaia di migliaia di anni.
La Luna continua ad essere “viva”: ecco i dettagli
La scoperta è arrivata grazie al lavoro di un gruppo coordinato da Sivaprahasam Vijayan, del Physical Research Laboratory di Ahmedabad. Quest’ultimo ha passato in rassegna un immenso archivio fotografico fornito dalla Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA. Migliaia di immagini sono state studiate, concentrandosi sulle fasce comprese tra 40 gradi nord e sud, dove la luce solare rivela meglio le superfici brillanti lasciate dal passaggio delle rocce.
Confrontando le nuove tracce con i depositi di materiale generati dagli antichi impatti, i cosiddetti blanket di ejecta, è stato possibile ricostruire una cronologia. Mentre i crateri hanno un’età di circa 400.000 anni, le frane sono decisamente più giovani. Segno che il nostro satellite continua a essere modellato da processi naturali. Quali siano le cause resta una domanda aperta. Le ipotesi sul tavolo sono due: piccoli meteoriti che scuotono i versanti o i “moonquakes”, scosse simili ai terremoti terrestri. In entrambi i casi, lo scenario obbliga a riconsiderare la stabilità del suolo lunare.
A tal proposito, i ricercatori puntano a sfruttare sistemi di intelligenza artificiale per analizzare più rapidamente i dati e distinguere con maggiore precisione i fenomeni generati dall’interno della Luna da quelli dovuti a cause esterne. Ma il passo decisivo sarà la creazione di una rete di sismometri distribuiti sul suolo della Luna.
